Decreto 'Chiudi Italia', Confindustria: "Grande senso di responsabilità delle aziende"

“La salute è la priorità assoluta, viene prima di tutto: le nostre aziende sono state rapidissime ad adeguarsi alle normative"

Da giovedì su Forlì-Cesena chiuderà la gran parte delle aziende associate a Confindustria Romagna, in osservanza al decreto “Chiudi Italia” e per fare la propria parte nell’emergenza sanitaria, contenendo al massimo il movimento delle persone.

 Giovanni Giannini, presidente della delegazione forlivese-cesenate di Confindustria Romagna, tratteggia un quadro complesso ed eterogeneo: “La situazione è molto variegata: da un lato c’è chi si ritrova a interrompere l’attività perché non ha lavoro, dall’altro chi ne avrebbe ma non rientra tra i codici ateco di attività essenziali o ad esse funzionali. La mia azienda per esempio, Sogliano Ambiente, va avanti perché deve garantire servizi nell’ambito energetico e dello smaltimento dei rifiuti, ma percepiamo le preoccupazioni e le paure legittime di collaboratori, clienti e fornitori. Il denominatore comune è uno: il grande senso di responsabilità per contribuire a superare questa fase. E’ come anticipare alla primavera le ferie di Ferragosto: recupereremo in estate, ma avremo ora tempo prezioso per ridurre il contagio”.

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"Molte delle grandi e medie imprese del territorio in queste ore stanno facendo ricorso agli ammortizzatori sociali, e altre li attiveranno in settimana. “La salute è la priorità assoluta, viene prima di tutto: le nostre aziende sono state rapidissime ad adeguarsi alle normative più stringenti, ricorrendo a tutti i presidi sanitari in modo massiccio, e anche chi resterà aperto lo farà con il minor numero di lavoratori possibile, condividendo l’urgenza di diminuire drasticamente il movimento delle persone – conclude Giannini - Ora è importante superare questa fase con rigore, realismo e lucidità, senza aggiungere ulteriori tensioni, per poi essere pronti a una ripartenza: ci aspetterà una vera e propria ricostruzione, con l’aiuto delle istituzioni, perché l’emergenza economica assumerà dimensioni gigantesche”.

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