E' boom di agriturismi: solo il bolognese batte la provincia per numero di attività

Al 31 dicembre 2018 risultano 181 aziende agrituristiche autorizzate, in crescita, rispetto al 2017, del 2,8%

Crescono gli agriturismi nel territorio provinciale. E' quanto emerge dall'analisi condotta dalla Camera di Commercio. Al 31 dicembre 2018 risultano 181 aziende agrituristiche autorizzate, in crescita, rispetto al 2017, del 2,8%; queste possono svolgere attività di alloggio, ristorazione e attività diverse, sia in modo esclusivo sia in misura combinata. In Italia l’agriturismo è regolato dalla Legge numero 96/2006 e viene definito come un’attività di “ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile anche nella forma di società di capitali o di persone oppure associati fra loro, attraverso l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di animali”.

"Nell’economia del territorio il turismo è un asset di grande rilievo, il cui punto di forza è la presenza di numerose strutture ricettive sul territorio, che offrono un servizio di qualità per tutte le tipologie di turismo (balneare, congressuale e fieristico) - evidenzia l'ente camerale -. In tal senso, gli alloggi agrituristici, sebbene costituiscano una piccola realtà rispetto alle strutture tradizionali, contribuiscono sempre di più a diversificare e a rendere ancora più ricca la nostra offerta ricettiva, attirando flussi turistici soprattutto verso le aree collinari e montane; ad essi si affiancano gli agriturismo che offrono, da un lato, servizi di ristorazione, dall’altro, servizi corrispondenti a diverse altre attività".

Le aziende agrituristiche “autorizzate"

Dai dati emerge che sono 126 le aziende che offrono il servizio di alloggio, 129 quello di ristorazione mentre 145 si occupano di attività diverse; nello specifico, 13 unità offrono il solo servizio di alloggio, 11 il solo servizio di ristorazione e 81 i servizi combinati di alloggio e ristorazione. Fra le attività diverse si distinguono: l’organizzazione di corsi riguardanti tematiche agricole e ambientali, da parte di 95 aziende, le attività sportive, messe in pratica da 93 strutture, e attività di fattoria didattica, presso 15 agriturismi. Nel medio periodo, poi, si assiste a un buon incremento delle aziende agrituristiche, che passano da 167 del 2013 a 181 del 2018: +8,4%, variazione superiore a quella regionale (+5,4%) ma inferiore a quella nazionale (+13,0%).

Nel confronto con le altre province emiliano-romagnole, Forlì-Cesena raggiunge ottimi risultati, piazzandosi al secondo posto (dopo Bologna) per numerosità delle aziende agrituristiche autorizzate (15,5% del totale regionale); buona anche la performance riguardo alla crescita annua, che risulta essere la terza in regione (dopo Ravenna e Parma), superiore alla sostanziale stabilità regionale (-0,1%). Per quanto riguarda l’ubicazione degli agriturismi, il 47,0% delle aziende si trova nei comuni collinari (in calo annuo del 4,5%), il 35,9% in quelli di pianura (+12,1%) e il 17,1% nei comuni montani (+6,9%). Per ciò che concerne, infine, il genere di gestione, il 59,1% è a conduzione maschile (in aumento del 4,9%) e il 40,9% femminile (stabile).

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