Efficienza energetica, industriali a confronto: "Opportunità per la crescita, ma servono regole"

"È una sfida che può valere quasi mezzo punto di prodotto interno lordo in termini di contributo alla crescita del Paese", è stato evidenziato

Certificati bianchi e diagnosi energetiche, nonché barriere che ostacolano gli investimenti finalizzati agli interventi di efficientamento energetico nelle aziende sono i temi affrontati giovedì pomeriggio da Confindustria Forlì-Cesena. L’evento, organizzato da Confindustria Forlì-Cesena, in collaborazione con Confindustria, Enea e il Gruppo Hera, che ha visto il coinvolgimento di 38 imprenditori e manager del territorio, è stato aperto dal presidente di Confindustria Forlì-Cesena, Andrea Maremonti, da Giovanni Giannini, vicepresidente con delega Energia e Ambiente, e dal moderatore Stefano Marulli, presidente della Sezione Energia, Rinnovabili, Utilities di Confindustria Forlì-Cesena.

Tra i relatori Massimo Beccarello, vicedirettore delle Politiche per lo Sviluppo, Energia e Ambiente di Confindustria, ha sottolineato con forza come l’efficienza energetica sia "un perno centrale dei nuovi obiettivi Europei di politica energetica e climatica al 2030. Da una parte efficienza significa innovazione di processo che aumenta la competitività delle imprese considerato l’elevato costo dell’energia, dall’altra, considerata la leadership tecnologica italiana, significa un volano di investimenti stimabili in oltre 200 miliardi di domanda interna di investimenti nei prossimi 10 anni. È una sfida che può valere quasi mezzo punto di prodotto interno lordo in termini di contributo alla crescita del Paese, ma dobbiamo lavorare per dare un quadro di regole certe e strutturalmente stabili fino al 2030".

"Crediamo fermamente nello strumento dei Tee (Titoli di Efficienza Energetica) come elemento di traino per la promozione dell’efficienza energetica e in una creazione di valore condiviso che coinvolga i vari attori della filiera: dai fornitori di tecnologie alle società di servizi energetici ai progettisti - ha affermato l’amministratore delegato del Gruppo Hera, Stefano Venier, che ha fatto luce sul ruolo delle Utilities nella promozione dell’efficienza energetica sul territorio -. Non ci sono scorciatoie o soluzioni semplici basate sulla mera adozione di una data tecnologia: ecco perché cerchiamo di ritagliarci il ruolo di System Integrator portando e catalizzando le competenze trasversali necessarie a realizzare i progetti e lavoriamo perché si creino le condizioni favorevoli agli investimenti degli imprenditori. Per risparmiare le risorse primarie, la modifica dei comportamenti e delle scelte produttive, infatti, ha un potenziale latente pari alle nuove tecnologie: basti pensare che ottimizzando del 2% i consumi energetici di una media impresa chimica si può risparmiare energia in misura pari al consumo annuale di 130 abitazioni".

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Silvia Ferrari dell’Agenzia Nazionale Efficienza Energetica (Enea), ha affrontato l’argomento della fase due delle Diagnosi Energetiche (che verrà attivata nel corso del 2019), Claudio Palmieri e Claudia Vignudelli del Gruppo Hera, hanno evidenziato quali sono le novità sui certificati bianchi introdotte con il nuovo decreto correttivo di luglio 2018 e, a conclusione dell’incontro, Jacopo Vaya Zurli del Gruppo AB Mauri ha portato la testimonianza diretta dell’azienda su come i certificati bianchi siano stati per loro effettivamente strumento per la competitività.

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