Energia elettrica, la denuncia di Confartigianato: "Meno consumi, più paghi"

Il problema non è nuovo e Confartigianato lo ha indicato al Governo tra quelli più urgenti da risolvere per contribuire a ridurre la tassazione sui consumi energetici delle imprese

Meno consumi, più paghi: è la singolare anomalia che costringe le piccole imprese italiane a sborsare per l’energia elettrica 1,3 miliardi in più rispetto alle aziende più grandi. I maggiori costi sono stati calcolati da Confartigianato che torna alla carica per denunciare lo squilibrio nell’imposizione di tasse e oneri generali di sistema sulle bollette degli imprenditori italiani. Spiega Marco Valenti, vicesegretario dell’associazione forlivese: "La pressione fiscale italiana superiore di un punto alla media europea deriva da una maggiore tassazione energetica che, secondo gli ultimi dati disponibili, in Italia vale il 2,8% del PIL, di 0,9 punti superiore all’1,9% della media europea e quasi il doppio dell’1,5% della Germania e della Spagna".

In dieci anni la tassazione energetica è cresciuta di mezzo punto di Pil, incremento tutto derivante dal maggior prelievo sull’energia elettrica connesso agli oneri per finanziamento della produzione da rinnovabili, mentre la tassazione su prodotti petroliferi e gas è rimasta sostanzialmente stabile (-0,1 punti di PIL). "E la situazione è ancora più onerosa per le piccole imprese - continua Valenti - le attività più piccole, quelle in bassa tensione, consumano poco più di un terzo dell’energia, ma pagano il 46,3% degli oneri generali di sistema. Nel frattempo, le grandi imprese in alta tensione consumano il 19,2% dell’energia ma pagano soltanto il 9,3% degli oneri. Bollette alla mano, il paradosso è ancora più evidente: una piccola impresa in bassa tensione sborsa 7,1 euro di oneri ogni 100 kWh, mentre una grande azienda, in alta o altissima tensione, paga soltanto 2,6 euro. Ed ecco spiegato il maggiore costo di oltre 1 miliardo di euro a carico dei piccoli imprenditori. Un divario che lievita addirittura a 2 miliardi nel confronto con la media delle piccole imprese europee".

Il problema non è nuovo e Confartigianato lo ha indicato al Governo tra quelli più urgenti da risolvere per contribuire a ridurre la tassazione sui consumi energetici delle imprese. Oneri generali di sistema e accisa pesano per il 38% sull’importo finale delle loro bollette elettriche. Conclude il vicesegretario: "Per una piccola impresa italiana il carico rappresentato da queste voci pesa per il 37,8% del costo totale. Il gettito degli oneri generali di sistema sull’energia elettrica presenta una distribuzione caratterizzata da un evidente squilibrio a svantaggio delle piccole imprese: in media, una piccola impresa in bassa tensione paga 7,1 euro di oneri ogni 100 kWh consumati a fronte dei 5 della media delle imprese, dei 5 euro di una impresa in media tensione e dei 2,6 euro per una in alta e altissima tensione; questo gap, in rapporto ai consumi, determina un extra costo di 1.280 milioni di euro".

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