"I voucher usciti dalla porta rientrano dalla finestra": presidio della Cgil

Si è tenuto mercoledì mattina il presidio di fronte alla Prefettura della Cgil. Il sindacato ritiene inaccettabile la scelta di introdurre nella manovra di correzione dei conti nuove forme di lavoro "occasionale"

Si è tenuto mercoeldì mattina il presidio di fronte alla Prefettura di Forlì - Cesena della Cgil. Il sindacato ritiene inaccettabile la scelta di introdurre nella manovra di correzione dei conti nuove forme di lavoro “occasionale” dopo l’abrogazione dei voucher, decisa solo poche settimane fa dal Governo. Spiega una nota: "Da mesi la Cgil ha avanzato delle proposte che guardano in modo particolare al lavoro domestico e alle piccole mansioni. Non è accettabile che si usi la propaganda del contrasto al lavoro nero (che i voucher non hanno fatto emergere, anzi hanno legittimato) per introdurre nuove forme di lavoro povero e sottotutelato, in particolare a favore delle imprese, di cui non si sente alcun bisogno". Al presidio hanno parlato  i segretari generali Silla Bucci (Cesena) e Paride Amanti (Forlì).

"La CGIL non smobilita,  non solo per lo strumento voucher, ma perché si è avuto uno strappo con la democrazia e si è infangata la Costituzione. Domenica 28 maggio il popolo italiano avrebbe dovuto esprimersi, votando, sui quesiti proposti dalla nostra organizzazione approvati dopo i milioni di firme raccolte fra lavoratori e cittadini, è chiaro il timore, la paura, la non volontà di non andare al referendum. La democrazia e le regole cominciano a star stretti a troppi. D’altra parte han già dato dei segnali che tendono a cancellarle le regole, a partire dal mercato del lavoro, spostando nel Paese gli interessi dei pochi a discapito dei tanti.  Non è accettabile che invece di discutere su come contrastare la disoccupazione, aumentare gli investimenti, valorizzare il lavoro, il Parlamento imbrogli i suoi cittadini, facendo rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta.  Non accetteremo - senza contrastarla - una scelta sbagliata nel merito e grave per la democrazia di questo Paese. Continueremo la nostra battaglia per il diritto al lavoro con diritti", conclude la nota del sindacato.

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