Imprese aperte e misure anti-coronavirus: "Accordi in un contesto "di guerra""

Così il segretario generale della Uilm Uilm, Luca Francia, commenta le disposizioni prese da Electrolux, Bonfiglioli e Marcegaglia per fronteggiare la diffusione del coronavirus all'interno delle loro aziende

"Accordi in un contesto "di guerra"". Così il segretario generale della Uilm Uilm, Luca Francia, commenta le disposizioni prese da Electrolux, Bonfiglioli e Marcegaglia per fronteggiare la diffusione del coronavirus all'interno delle loro aziende. "Come Uilm Uil di Forlì pensiamo che né i forni, né riduttori, né i tubi in acciaio  siano prodotti essenziali alla sopravvivenza  e vorremmo che le aziende iniziassero a sospendere le attività produttive a tutela della salute dei lavoratori e dei loro familiari", è la richiesta di Francia.

La Uilm illustra in sintensi gli accordi che i sindacati hanno preso nelle principali aziende del Forlivese: "All'Electrolux l’accordo prevede la riduzione di orario coperta da cassa, la sanificazione periodica dello stabilimento e la distribuzione di dispositivi di protezione ai dipendenti - viene illustrato -. Similmente, in Bonfiglioli l’accordo prevede tra le altre misure preventive, l’apertura della cassa integrazione allo scopo di “distanziare” tra loro i turni di un’ora, in modo tale da evitare assembramenti durante il cambio. In Marcegaglia, è prevista l’apertura della cassa e la sanificazione periodica dello stabilimento". "Sono accordi in un contesto “di guerra”, in mancanza di un decreto presidenziale che imponga la chiusura degli stabilimenti produttivi non essenziali", conclude il segretario generale della Uilm Uil.

Cgil

Sulla questione interviene anche il segretario generale di Cgil Fiom, Giovanni Cotugno: "La settimana che sta per volgere al termine ha visto profondersi, anche sul territorio forlivese, un grandissimo sforzo collettivo e un impegno incredibile nell'affrontare la profonda crisi che lo sviluppo di questa grave epidemia da Coronavirus sta innescando anche all'interno del mondo del lavoro. Dopo la sottoscrizione, sabato scorso, del “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” da parte di Cgil, Cisl e Uil Governo e Confindustria e altre associazioni datoriali, e dopo l’uscita del decreto Cura Italia, anche la Fiom- Cgil di Forlì, unitamente all'instancabile e fondamentale lavoro di tutte le RSU nei luoghi di lavoro, ha cercato con ogni mezzo di convincere le aziende metalmeccaniche forlivesi ad attuare tutte le prescrizioni presenti nel protocollo per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e, nel caso di impossibilità, a sospendere la produzione per il periodo necessario alla messa a norma dei locali. Tanti sono stati gli accordi in tal senso, come tanti sono stati gli scontri, anche molto duri che la Fiom-Cgil, i delegati di fabbrica e i lavoratori hanno dovuto sostenere con le aziende per vedere garantito il loro diritto e quello delle loro famiglie ad essere tutelati".

"In Bonfiglioli, dopo 16 ore di sciopero si è arrivati a un accordo per la riduzione dell’orario di lavoro con turni sfalsati di 6 ore per evitare concentrazioni di lavoratori, oltre a tutta una serie di misure precauzionali come la misurazione della febbre da parte di personale medico, il contingentamento della mensa, la chiusura degli spogliatoi - prosegue Cotugno -. In Electrolux, dove l’Rsu ha deciso di tenere aperto lo sciopero per tutta la settimana per tutelare chi, spaventato dalla situazione attuale, non se l’è sentita di recarsi al lavoro, è in atto una riduzione dell’orario su 6 ore. Inoltre per lunedì 23 e martedì 24 è prevista la chiusura totale in cassa integrazione. In Marcegaglia, dopo la firma di un accordo per la gestione dell’emergenza, è emerso da una denuncia di un operaio come alcuni punti già oggetto degli accordi non fossero rispettati: nella giornata di oggi si sono incontrati nuovamente RSU e direzione aziendale che hanno definito l’accoglimento delle ferie fino a un massimo del 50% della forza lavoro e la possibilità di iniziare a utilizzare il congedo parentale straordinario, nelle more dell’uscita dei decreti attuativi".

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"Il quadro complessivo nel territorio è estremamente preoccupante, perché questa emergenza sta portando una crisi produttiva in tantissime realtà: sono in questa settimana sono stati sottoscritti oltre 120 accordi per l’apertura degli ammortizzatori sociali che interessano oltre 1300 lavoratori metalmeccanici del territorio forlivese, che vanno ad aggiungersi alle situazioni sopra descritte e che comporteranno immediatamente una riduzione dei salari che gli stessi percepiranno - prosegue il segretario generale della Fiom-Cgil -. È evidente come la crisi, oltre che sanitaria, sia anche produttiva; alla luce di questo ribadiamo che risulta anche poco lungimirante continuare a far lavorare le persone in presenza di una situazione così preoccupante. Nelle fabbriche si respira un clima pesante, di preoccupazione e di rabbia: i lavoratori non comprendono le ragioni per cui non si può uscire di casa a fare due passi, ma si possa lavorare con altre centinaia di persone: alla luce del continuo aggravarsi dell’epidemia serve fermare il più possibile le attività produttive non indispensabili per ridurre il rischio contagio".

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