L'impegno di Start Romagna per l'ambiente: in fase sperimentale i bus a biometano

L’azienda romagnola del TPL, in collaborazione con Hera Ambiente, ha avviato a Ravenna l’utilizzo dei primi mezzi alimentati e “metano green”

Start Romagna, l’azienda che si occupa del Trasporto Pubblico Locale nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, è intervenuta con la sua testimonianza alla Conferenza nazionale sul Biometano svoltasi a Bologna. A tema, dopo la promulgazione del decreto che dal 2018 ha consentito l’immissione del biometano in rete, l’attenzione su una risorsa che rappresenta un elemento utile ad affrontare la questione dell’emergenza climatica. Start Romagna ha portato la sua esperienza nell’utilizzo del biometano per alimentare i mezzi di trasporto. Start Romagna da alcuni anni è impegnata nel rinnovo del proprio parco bus (34 i milioni di euro investiti su questo obiettivo negli ultimi tre anni) con un processo di conversione verso mezzi con un minore impatto ambientale. Attualmente, su 560 autobus, 121 sono alimentati a metano, con una percorrenza media giornaliera di 18.885 chilometri.

"Grazie alla collaborazione con Hera Ambiente - ha annunciato il presidente di Start Romagna Roberto Sacchetti - e alla recente realizzazione del primo impianto in Emilia-Romagna della multiutility per la produzione di biometano dal biogas della discarica, che rientra nel progetto Biomether, si è da poco aperta una fase sperimentale per l’utilizzo di biometano su alcuni mezzi di Start Romagna in funzione sul territorio di Ravenna". La possibilità dell’utilizzo di “metano green” su mezzi a metano apre a scenari importanti dal punto di vista delle emissioni. Se il metano fossile emette il 35% di CO2 residua, infatti, il biometano, grazie al processo di purificazione delle biomasse, non oltrepassa la soglia dell’1%. Ciò significa che si potrebbe scendere da 42mila chilogrammi di CO2 emessi all’anno da un bus a metano, a circa 2mila chilogrammi di Co2 emessi da mezzi alimentati a biometano. Traslando il ragionamento a livello nazionale, se tutti i 3.300 autobus a metano presenti sul territorio italiano funzionassero a biometano, si otterrebbe una riduzione di Co2 pari a 132mila tonnellate.

I progetti ambientali

Start Romagna ha in cantiere una serie di progetti legati alla sostenibilità ambientale. L’azienda è partner del progetto ‘Clean Port’ all’interno dell’area portuale di Ravenna, volto alla creazione di un deposito costiero di Gnl a supporto della transizione da carburanti derivanti da petrolio a Gnl in ambito navale. Tale progetto prevede la trasformazione dell’alimentazione di un traghetto di Start Romagna da gasolio a Gnl. È in fase di studio la realizzazione di un impianto di distribuzione di Gnl a supporto della transizione del trasporto urbano da gasolio a metano. Start Romagna è inoltre partner del progetto EBSF-2 sulla manutenzione predittiva e sulla riduzione dei consumi di lubrificante e supporta la realizzazione del Piano Aria-Pair 2020 della Regione Emilia- Romagna, approvato con deliberazione dell'assemblea legislativa numero 115 dell’11 aprile 2017, al fine di raggiungere entro il 2020, importanti obiettivi di riduzione delle emissioni dei principali inquinanti (rispetto al 2010 è prevista la riduzione del 47% per le polveri sottili (PM10), del 36% per gli ossidi di azoto, del 27% per ammoniaca e composti organici volatili e del 7% per l’anidride solforosa). Nelle tre province romagnolo sono percorsi in un anno circa 21 milioni di chilometri. La flotta vede 560 autobus (di cui 121 a metano), mentre i dipendenti sono 940 dipendenti. Sono 34 i milioni di euro impegnati per rinnovo parco bus (2016-2019). Il valore della produzione 83.998.194 euro, i costi ammontano a 83.309.446 euro.

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