Le nuove generazioni guardano con interesse all'agricoltura: occupazione in aumento

Per dare un senso concreto alle aspirazioni dei giovani imprenditori presenti si è concordato anche un percorso formativo con un programma da definire di visite a realtà analoghe in Italia e all’estero.

Lo sviluppo dell’agricoltura, unico settore a far registrare nell’ultimo triennio una forte crescita occupazione (+5,5%) secondo il recente rapporto Istat-Ministero sul mondo del lavoro, visto con gli occhi dei suoi giovani protagonisti, di quegli imprenditori under 35 che credono e vedono nel cosiddetto “ritorno alla terra” prospettive di crescita e nuove traiettorie di futuro. Questi i temi centrali del forum interprovinciale promosso da Giovani Impresa Forlì-Cesena e Rimini, l’assemblea generale dei giovani imprenditori agricoli aderenti a Coldiretti, svoltasi nei giorni scorsi nella città mercuriale. A testimoniare l’entusiasmo e la voglia di essere parte attiva, non solo della Coldiretti di domani, bensì dell’evoluzione del settore agricolo locale, la grande partecipazione, sia numerica che propositiva, che ha caratterizzato l’assemblea, con la sala di via Forlanini stipata di giovani carichi di idee e voglia di fare.

“Questo momento di confronto - ha introdotto il presidente Coldiretti di Forlì-Cesena Andrea Ferrini - è un’opportunità importante per tutti noi, in primis perché ci consente di crescere insieme come imprenditori dando corpo e struttura alle nostre imprese, ma anche perché è grazie a queste iniziative e all’impegno dentro il Movimento Giovani Impresa che si inizia a dare vita e a formare l’ossatura della Coldiretti del futuro. Io stesso ho fatto questo percorso: prima scegliendo con convinzione di fare questo mestiere, secondo impegnandomi con Giovani Impresa Coldiretti come premessa formativa alle mie responsabilità di oggi; su entrambi i fronti - ha concluso Ferrini - le soddisfazioni che sto raccogliendo non sono poche”. “E’ dalla consapevolezza delle proprie scelte, dalla frequentazione e dall’impegno costante e convinto - ha aggiunto Giuseppe Salvioli, presidente Coldiretti Rimini - che si creano i presupposti come imprenditori e come potenziali figure dirigenziali dentro la Coldiretti di domani”.

"Un processo, questo - ha poi aggiunto il direttore Coldiretti Forlì-Cesena e Rimini Anacleto Malara - che non può assolutamente prescindere dall’ascoltare le esigenze, le intuizioni e, ovviamente, anche le critiche costruttive dei giovani, dato che un’organizzazione che non ascolta, è evidente, è un’organizzazione che non ha futuro”. E gli spunti dei giovani imprenditori, guidati dal delegato Andrea Alessandri, non si sono fatti attendere. Al grido di “meglio un contadino felice che un impiegato rassegnato”, i ragazzi hanno raccontato cosa li abbia spinti ad investire tempo e denaro in un settore che richiede fatica, impegno costante e voglia di sporcarsi le mani.

“Ma che è anche in grado - ha affermato il delegato Giovani Impresa - di regalare soddisfazioni enormi, quelle soddisfazioni che solo la natura, la terra, riesce a donarci”. E che tanti dei giovani presenti hanno imparato a conoscere attraverso gli occhi di nonni e padri, oppure hanno scoperto proprio grazie a Coldiretti – artefice di quella Legge di Orientamento che ha cambiato l’agricoltura ad inizio millennio - o grazie alla Fondazione Campagna Amica, alle storie di chi ce l’ha fatta, di chi ha rivoluzionato, nel suo piccolo, la propria vita e l’agricoltura del territorio. Storie che per tanti ragazzi sono state la scintilla che li ha convinti ad abbandonare un lavoro per abbracciare la campagna e inseguire un sogno.

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"L’Italia - ha poi ricordato il delegato Giovani Impresa in chiusura di assemblea - è leader in Europa nel numero di giovani in agricoltura proprio per il crescente interesse delle nuove generazioni per il lavoro in campagna dove hanno portato profonde innovazioni con multi-attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo". "Incentivare l’impegno e la presenza dei giovani in agricoltura, facilitandone l’accesso alla terra e alle risorse pubbliche - ha concluso - significa dunque non solo contribuire allo sviluppo e alla salvaguardia dei nostri territori, ma anche sostenere la competitività dell’intero sistema Paese". Per dare un senso concreto alle aspirazioni dei giovani imprenditori presenti si è concordato anche un percorso formativo con un programma da definire di visite a realtà analoghe in Italia e all’estero.

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