Marcegaglia, Balzani: "Obiettivo era mantenere l'occupazione"

Il sindaco di Forlì interviene nuovamente sulla vicenda dello stabilimento forlivese del gruppo Marcegaglia e lancia l'idea di aprire un tavolo regionale che riguardi tutti gli stabilimento del gruppo

“La preoccupazione prioritaria del comune di Forlì è, ovviamente, quella di assicurare buona occupazione e investimenti in città: e la Marcegaglia è una grande impresa, in grado di offrire sia l’una che gli altri”. Lo afferma il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, in un intervento in cui torna sulla vicenda “Marcegaglia” dopo le polemiche delle settimane scorse, nel tentativo di gettare acqua sul fuoco e riavvicinare le posizioni dei sindacati, divisi dal referendum sul salario d’ingresso.

“La posizione di comuni e province è sempre delicata – fa notare Balzani -: in genere, il nostro aiuto è richiesto quando le trattative fra le parti (soggetti a tutti gli effetti privati, non dimentichiamolo) sono bloccate o arenate, il che rende già difficile un’azione risolutiva”. Ad ogni modo, “se effettivamente si giunge a un’ipotesi accettabile, le parti riprendono la trattativa, assumendosene onori e oneri; se no, in genere le istituzioni fungono da parafulmine”.

PARALLELO CON RAVENNA - Nel caso dello stabilimento forlivese, però, c’era una particolarità che Balzani non dimentica di sottolineare: “Nella vicinissima Ravenna, dove pure è presente un altro stabilimento Marcegaglia, le “regole del gioco” vigenti erano diverse – ricorda il sindaco -. Là salario d’ingresso, qui no; là assunzioni, qui una prospettiva di riduzione della manodopera. Una sorta di concorrenza infra-territoriale. Era accettabile? No”.

LA PRESA DI POSIZIONE - Da qui si spiega l’intervento del sindaco, del presidente della Provincia, Massimo Bulbi, e del sindaco di Forlimpopoli, Paolo Zoffoli. “Per questo, cioè per ricreare una condizione di parità che non penalizzasse il Forlivese, ho detto quello che pensavo – spiega Balzani -, e cioè che l’accettazione del salario d’ingresso - nell’ambito di una trattativa la cui titolarità era ovviamente in capo alle parti sociali - era di fatto il ‘male minore’ per uscire da questa logica competitiva all’interno del gruppo e della Romagna, fatale per noi”.

UN TAVOLO REGIONALE - Il primo cittadino poi lancia una proposta: “è possibile, a livello regionale, cioè in un ambito più largo – si chiede -, al di fuori dei contesti specifici locali, riprendere il filo di una discussione che riguardi da un lato le modalità di accesso al lavoro, dall’altro la competitività e gl’investimenti, a prescindere da letture schematiche, da una parte e dall’altra?”.

IL "PATTO" PER LA CRESCITA - Il sindaco, infatti, sottolinea che “la Regione all’interno del Patto per la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, individua precisi percorsi per sostenere l’occupazione. La domanda perciò è come questi percorsi possano diventare pratica condivisa da tutte le imprese del territorio, le cui organizzazioni sono firmatarie di quel Patto”.

“Anche il quadro nazionale di riferimento è in evoluzione – fa notare ancora Balzani -, e forse possono esservi margini per riaprire questioni che oggi hanno generato spaccature e conflitti in ambito locale, attraverso un ruolo attivo della stessa Regione in tale direzione”.

“Per quel che riguarda l’Amministrazione comunale di Forlì, tengo a precisarlo, la logica che ci ha portato ad esprimere un’opinione netta – ribadisce Balzani - è quella di chi ha responsabilità territoriali precise, e deve tener conto della base industriale e del quadro occupazionale. Capisco che, in un ambito diverso, senza i vincoli stringenti del qui ed ora, le cose possano apparire diverse e i giudizi possano essere, alla fine, più equilibrati. E’ quanto mi auguro possa accadere, nell’interesse di tutti”.
 

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