Marcegaglia, Fiom: "Basta ricatti sulla pelle dei lavoratori"

"L'azienda, rappresentata dalla proprietà, ha dichiarato che il sindacato doveva accettare le conclusioni dei salari di ingresso di Casalmaggiore e Ravenna, economicamente equivalenti come risparmio per l'azienda"

Incontro alla Marcegaglia lunedì. “L'azienda, rappresentata dalla proprietà, ha dichiarato che il sindacato doveva accettare le conclusioni dei salari di ingresso di Casalmaggiore e Ravenna, economicamente equivalenti come risparmio per l'azienda – precisa la Fiom Cgil – A fronte di un eventuale accordo sul salario di ingresso, Marcegaglia ha dichiarato che sarebbero in programma 180/200 assunzioni in tutto il Gruppo nei prossimi due anni, di cui solo 20 a Forlì (compresi i 12 interinali già presenti in stabilimento)”.

“A questo punto CISL e UIL hanno chiesto di fare un accordo separato che, a pari costo per l'azienda, preveda un salario di ingresso su 5 anni, e quindi riducendo ulteriormente la paga dei lavoratori in quel periodo. L'azienda ha respinto l'idea di un accordo separato e ha chiesto la posizione della FIOM. La delegazione della FIOM CGIL ha richiesto di poter aprire una trattativa vera che non fosse condizionata da posizioni immodificabili dell'azienda, i "saldi invariati". - continua la nota - La FIOM ha chiesto anche che, nel rispetto dei contratti aziendali da poco rinnovati, tutti gli interinali in scadenza siano portati ai dodici mesi di servizio. Sugli investimenti a Forlì, salario di ingresso o meno, l'azienda ha dichiarato che su Forlì nessun investimento di lungo periodo era stato deciso (ma che se ne era solo parlato) e che lo stabilimento di Parma, dove ricordiamo lavorano solo 25 persone senza contratto aziendale e senza 14esima, è in affitto con due anni di tempo per Marcegaglia per decidere cosa farne.
Penso a questo punto che sia necessario che i lavoratori di Forlì siano informati di tutto quanto discusso a Gazoldo al più presto, con un'apposita assemblea retribuita a cui crediamo nessuno si possa sottrarre”.

“La FIOM e la CGIL da sempre sono attente alla crescita e allo sviluppo del territorio e ritengono che un’azienda come Marcegaglia possa e debba riconfermare il proprio impegno sul territorio (anche con nuovi investimenti al momento non previsti) non sottraendosi a quella responsabilità sociale dovuta da parte di chi ha beneficiato in tutti questi anni della professionali e della qualità delle risorse di questo territorio. - conclude la nota - La FIOM e la CGIL sono contrarie al salario di ingresso, ma ritengono che si possano trovare soluzioni superando le indisponibilità dell’azienda e con gli strumenti previsti da leggi e contratti: agevolazioni per assunzione di giovani con l’apprendistato e di lavoratori in mobilità. Crediamo che il sindacato, se si vuole ancora considerare tale, non possa accettare i ricatti sulla pelle di lavoratori che rischiano il posto (i 12 interinali) e anche che la discussione sul salario di ingresso sia servita e serva all'azienda per non discutere dei tanti problemi che ci sono in tutti gli stabilimenti – Forlì compreso. Crediamo infine che i lavoratori non abbiano bisogno di accordi che diminuiscano lo stipendio e i diritti (che è poi uno dei motivi per i quali dalla crisi non si esce), ma di un sindacato che dia coraggio e che difenda la dignità e i diritti delle persone in tutti i posti di lavoro”.
 

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