Crisi, col Fondo per lo sviluppo 211 imprese hanno visto 41 milioni di finanziamenti

Il "Fondo per lo sviluppo" è stato avviato nel marzo del 2014 attraverso la sottoscrizione di un accordo tra la Camera di Commercio, la Fondazione e il Comune per il cofinanziamento di un "Fondo di controgaranzia"

Sono 41 i milioni di euro erogati alle imprese del territorio grazie alle garanzie date negli ultimi tre anni dal "Fondo per lo Sviluppo",  il fondo di garanzia promosso alla fine del 2013 da Camera di Commercio di Forlì-Cesena, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e Comune di Forlì, su proposta dei sindacati di Cgil, Cisl e Uil, allo scopo di contrastare gli effetti negativi della crisi economica in particolare sulle piccole e medie imprese. Al 30 settembre il Fondo ha registrato 211 istanze ammesse alla garanzia, per un totale di 41 milioni di euro di finanziamenti erogati dalle banche. Il 48,51% dei finanziamenti garantiti e controgarantiti provengono dal settore industriale; il 33,23% dal commercio; il 9,42% dall’agricoltura; il 6,27% dalla cooperazione e il 2,57% dall’artigianato.

Il fondo funziona come ulteriori livello di garanzia per imprese che altrimenti avrebbero avuto difficoltà di accesso al credito, senza quest'operazione. Tecnicamente il Fondo per lo Sviluppo sostiene l’accesso al credito delle imprese attraverso operazioni di controgaranzia del 50% in favore dei Confidi, a loro volta uno strumento di garanzia, che garantiscono in primo grado finanziamenti attivati dalle imprese.

Per quanto concerne le finalità dei finanziamenti resi possibili anche dalle garanzie del "Fondo per lo Sviluppo", il 51,67% sono collegate ad operazioni di liquidità, smobilizzo, anticipazioni e in generale finanziamenti del capitale circolante; il 13,77% all’acquisto di scorte; l’8,03% ad operazioni di consolidamento, ristrutturazione dei debiti e crediti di firma; il 5,45% ad operazioni di avvio d’impresa o di sviluppo aziendale; il 21,08% per investimenti. Sotto il profilo della durata delle operazioni, il 43,95% mostra una scadenza fino a 12 mesi; l’11,27% tra i 12 e i 18 mesi, il 4,80% tra i 18 e i 36 mesi, il 4,37% fra i 36 e i 48 mesi e il 35,61% dai 48 ai 60 mesi (durata massima ammissibile delle operazioni).

“Avendo vissuto in prima persona i diversi momenti che hanno portato all'avvio di questo fondo - osserva Alberto Zambianchi, presidente della Camera di Commercio - posso evidenziare che si tratta di un esempio virtuoso di “collaborazione istituzionale”. Infatti Fondazione, Comune e Camera hanno saputo raccogliere le istanze che venivano dal territorio ed hanno saputo tradurle rapidamente in una risposta”.

"La Fondazione della Cassa dei Risparmi - evidenzia il presidente Roberto Pinza - mira a svolgere da sempre un ruolo proattivo di sviluppo dell’intero territorio nelle sue diverse articolazioni, rendendosi costantemente disponibile a sostenere i vari tavoli di riflessione ed elaborazione di proposte volti a favorire il rilancio economico, culturale e sociale della nostra comunità: basti pensare a progetti di ampio respiro come la realizzazione del Campus forlivese, il protocollo sul marketing territoriale o i cosiddetti progetto di “Distretto”. Il Fondo per lo Sviluppo rappresenta da questo punto di vista un ulteriore e rilevante esempio di come la collaborazione istituzionale rappresenti non solo il necessario ma anche il più efficace tra gli strumenti a disposizione dei territori per un’effettiva crescita anche nei momenti di difficoltà". 

"I dati di operatività e l’esperienza di questi due anni e mezzo di vita del Fondo per lo Sviluppo - sottolinea il vicesindaco del Comune di Forlì, Lubiano Montaguti - testimoniano come uno strumento pensato e realizzato 'insieme' si stia rivelando una risposta concreta ed efficace per soddisfare i fabbisogni del mondo imprenditoriale correlati all’accesso alle risorse finanziare necessarie alle imprese per nascere, crescere e svilupparsi. Generare sviluppo vuol dire creare lavoro, favorire la crescita dell’occupazione, difendere il lavoro che c’è. Il rischio di povertà e di esclusione sociale, l’aumento della disoccupazione giovanile e della precarietà professionale, che stanno segnando anche nel nostro territorio questi anni di crisi economica, vanno contrastati anche con un maggior sostegno alle imprese, con politiche di credito efficaci, nell’ambito di positive relazioni industriali e sindacali”.

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