Noleggio bus, un settore bloccato da fine febbraio: Confartigianato scrive alle istituzioni

L’emergenza sanitaria ha comportato l’immediato blocco del settore, che ha visto sfumare ogni possibilità di guadagno, sia per la chiusura delle scuole e il conseguente stop al trasporto scolastico

Le aziende del settore noleggio bus con conducente , da fine febbraio, stanno affrontando una situazione di grande complessità. L’emergenza sanitaria ha comportato l’immediato blocco del settore, che ha visto sfumare ogni possibilità di guadagno, sia per la chiusura delle scuole e il conseguente stop al trasporto scolastico, sia per le gite turistiche e il noleggio trasporto con conducente. Una situazione della quale non si riesce neppure a prevedere una fine, né a immaginare quali saranno i costi per i necessari adattamenti per il rispetto del distanziamento sociale e delle norme anti-Covid.

Come spiega Marco Valenti, segretario di Confartigianato di Forlì “sin dai primissimi giorni della gestione del Coronavirus, tutte le gite scolastiche e i viaggi di gruppo sono stati cancellati. Dopo tre mesi di totale blocco dell’attività giunge purtroppo l’ennesimo duro colpo per il settore artigiano dei Noleggiatori bus con conducente. Il Disegno di legge Rilancio esclude il trasporto scolastico dalla garanzia di pagamento dei corrispettivi stabiliti a fronte di minori corse effettuate o delle minori percorrenze realizzate tra il 23 febbraio e il 31 dicembre 2020, modificando quanto previsto dalla legge 27 del 24 aprile 2020, all’articolo 92, comma 4-bis. In sintesi gli enti locali non pagheranno per il servizio scolastico non effettuato, per contenere l’epidemia, quindi una causa di forza maggiore e non prevedibile." Con questo provvedimento il Governo dimostra la scarsa attenzione alla categoria, chiamato a investimenti importanti sia per l’acquisto del parco mezzi indispensabile per effettuare il servizio, sia per la sua manutenzione, sempre puntuale per garantire la sicurezza degli utenti. Molti imprenditori a fronte di contratti che garantivano lavoro, hanno addirittura assunto personale. Conclude Valenti “chiediamo che, chi ha contratti in essere con la pubblica amministrazione, oltretutto già messi a bilancio, possa vederli onorati, in attesa della ripresa delle attività. Senza queste entrate, le imprese rischiano di non avere le risorse sufficienti per far fronte a questo prolungato periodo di inattività, del tutto indipendente dalla loro volontà.”

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Per portare all'attenzione delle Istituzioni le difficoltà attualmente vissute dal comparto, l'associazione forlivese ha scritto ai parlamentari locali, certi della sensibilità che gli eletti hanno mostrato sui diversi temi fino a oggi sollevati.

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