"Pagata solo una parte irrisoria della 14esima": i dipendenti delle pulizie delle Poste tornano a scioperare

"Continua da mesi la presa in giro per decine di lavoratrici e lavoratori del nostro territorio e per le loro famiglie", tuonano i sindacati

I dipendenti nell'appalto pulizie di Poste Italiane sul piede di guerra. Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti Uil hanno proclamato un venerdì di sciopero dopo "l'amara beffa" per le lavoratrici ed i lavoratori che si sono visti "solo una parte irrisoria della 14esima mensilità pagata, malgrado le rassicurazioni dell'azienda che, già in ritardo di due mesi rispetto alla scadenza contrattuale, avrebbe finalmente risolto la situazione alla fine del mese di agosto. I soldi invece non sono arrivati, e nemmeno nessun cenno da parte dell’azienda".

"Continua da mesi la presa in giro per decine di lavoratrici e lavoratori del nostro territorio e per le loro famiglie - tuonano i sindacati -. In questo lungo periodo molti hanno dovuto rinunciare al lavoro, e per tutti si sono verificate condizioni di vita intollerabili per i continui ritardi nel pagamento delle loro pur esigue retribuzioni. Ancora una volta sollecitiamo Poste Italiane a fare il proprio dovere e ad intervenire per garantire una situazione di normalità in questo appalto, risolvendo una volta per tutte i continui ritardi e le incertezze per tante lavoratrici e lavoratori".

"Questa vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sull’insufficienza di regole di effettiva tutela per i dipendenti  negli appalti pubblici e privati, e le difficoltà nell’ottenere l’attuazione reale della responsabilità solidale da parte dei committenti", viene rimarcato. Lo sciopero di venerdì segue quelli già effettuati a giugno e a luglio.

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