Crisi, per il 2014 un'inversione di tendenza: prevista una crescita dello 0,9%

Questa è la situazione messa in evidenza dal "Rapporto sull'Economia della provincia di Forlì-Cesena nel 2013" realizzato dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena in collaborazione con Unioncamere Emilia-Romagna

Le difficoltà che connotano la situazione economica locale sono il riflesso della crisi più ampia che continua ad investire soprattutto il nostro Paese e l’Unione Europea. I dati raccolti delineano un quadro ancora preoccupante, ma in cui è possibile individuare elementi di positiva interpretazione che si ricollegano alle peculiarità strutturali e alle specializzazioni produttive del sistema economico locale, in particolare la performance positiva dell’export e alcuni risultati positivi che provengono dall’indagine congiunturale manifatturiera del 4°trimestre 2013.

Questa è la situazione messa in evidenza dal “Rapporto sull’Economia della provincia di Forlì-Cesena nel 2013” realizzato dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena in collaborazione con Unioncamere Emilia-Romagna e presentato dal presidente dell'ente camerale, Alberto Zambianchi. “La nostra Provincia - ha esordito Zambianchi  – ha chiuso il 2013 con una flessione complessiva del valore aggiunto intorno all’1,5%, diminuzione che ha interessato, anche se in misura diversa, la maggior parte dei Settori e le varie tipologie di impresa. Gli effetti della recessione sono soprattutto riscontrabili nel calo dell’occupazione, nel ricorso elevato agli ammortizzatori sociali, nella perdita del potere d’acquisto delle famiglie e nella diminuzione del numero delle imprese".

"Tutti i settori produttivi, anche quei pochi che presentano performance positive, in termini di fatturato e produzione, sono accomunati da forti cali di redditività - ha aggiunto -. In questa situazione oggettivamente difficile, i risultati più incoraggianti arrivano dalle imprese più strutturate e che hanno puntato sull’innovazione e sull’internazionalizzazione. Le previsioni per il 2014 stimano una crescita del valore aggiunto provinciale dello 0,9%, un’inversione di tendenza, anche se permarranno fattori di criticità, sui livelli occupazionali, sulla domanda interna e sugli investimenti. La ripresa attesa si delinea quindi fragile, soprattutto se la crescita della domanda estera non riuscirà a trainare anche il mercato interno nel contesto di un Sistema Paese che continua a perdere competitività".

"Ovviamente riserviamo grande attenzione ai provvedimenti preannunciati da Roma: l’auspicio è che finalmente il Paese inizi a realizzare le riforme che ci porteranno al risanamento dei conti pubblici ed al riavvio della crescita - chiosa Zambianchi -. Espressi questi sentimenti di fiducia, va però detto che le dinamiche di questi anni delineano un quadro in cui si sono persi progressivamente molti punti di riferimento apparentemente consolidati: i governi nazionali appaiono troppo piccoli per le grandi questioni e troppo grandi per le piccole. In questo contesto, il ruolo che il Sistema Territoriale, e anche la Camera di Commercio, in quanto Ente di autogoverno del Sistema delle Imprese, sono chiamati a rivestire nell’accompagnare i cittadini e le imprese nell’affrontare la complessità, è sempre più rilevante. Pienamente consapevoli di tutto ciò, è proprio in questa direzione che abbiamo pensato e scritto le linee strategiche individuate nel Programma Pluriennale, messo a punto dal nuovo Consiglio Camerale per il mandato 2013-2018, con il contributo di tutte le sue componenti.”

“I dati – sostiene Guido Caselli, direttore dell’Area Studi e Ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna -  fotografano il permanere di una situazione di difficoltà che ha sempre più connotazione strutturale. È chiaro che molte delle scelte necessarie per uscirne non dipendono da noi, passano da Roma o Bruxelles. Tuttavia ci sono scelte, altrettanto importanti, che dipendono esclusivamente da noi e che possono fornire un prezioso sostegno a persone e imprese. Penso ad azioni volte ad accompagnare le imprese sui mercati esteri, a iniziative per attrarre turisti stranieri, ad azioni di welfare aziendale declinate in una logica di reti d’impresa”.

"Il nostro territorio – dichiara Nerio Alessandri, presidente e fondatore di Technogym - risente senza dubbio della congiuntura negativa che sta interessando i mercati europei in generale ed il nostro Paese in particolare. Sono però convinto che i momenti di crisi siano i momenti più propizi per investire, per cambiare ed innovare il proprio modello di business e prepararsi alla ripresa che è già forte e vigorosa in alcuni mercati come gli Stati Uniti e molti paesi emergenti. Da anni sostengo che la Romagna abbia una grande opportunità: valorizzare il concetto di benessere e qualità della vita come leva economica del territorio che coinvolga diverse filiere produttive come l'alimentare, i servizi, il turismo e la tecnologia. La Wellness Valley, che c'è già ed annovera oltre 40 casi di eccellenza, rappresenta una opportunità concreta per costruire nel nostro territorio il primo distretto al mondo per le competenze della qualità della vita, un distretto virtuoso con ricadute positive sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista sociale in termini di salute della popolazione".

“Investire nell'innovazione e nella ricerca - dichiara Bruno Piraccini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena - significa reagire alla crisi e tornare a credere nella possibilità di sviluppare un sistema imprenditoriale in grado di dare un futuro alla nostra economia.” Prendendo spunto dai temi trattati da Alessandri e Piraccini, il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Roberto Pinza, anticipa che “oggi abbiamo di fronte un programma più vasto ed in certo modo riassuntivo rispetto a quello degli Anni Cinquanta fortemente focalizzato sulla riviera: oltre ad una fortissima sanità e ad una ottima rete assistenziale, una buona cultura universitaria accompagnata dalla riscoperta del valore della cultura, un reddito piuttosto elevato ed una capacità di risparmio fra le migliori d’Italia, di una delinquenza relativamente bassa, una crescente attitudine al benessere fisico che contribuisce ad uno stile di vita umanamente fra i migliori. Tutto ciò individua una offerta complessiva del nostro territorio che deve solo essere ordinata e proposta in modo efficace. Questo progetto deve andare avanti. La nostra Fondazione è d’accordo. Si tratta di una iniziativa che, per sua natura, deve coinvolgere molti richiedendo comportamenti diffusi e una presentazione all’esterno unitaria”.

“Analogamente – prosegue il presidente Pinza - concordo sulla centralità del tema dell’innovazione, dalla nascita di nuove imprese all’aumento del patrimonio tecnologico ed innovativo. Finora abbiamo lavorato per punti, con buona volontà anche se non sempre in modo ordinato. La Regione ha avviato una rete di laboratori di alta tecnologia, a Cesena esiste Centuria, a Forlì c’è Rinnova. Vi sono inoltre esperienze alla Camera di Commercio di Forlì-Cesena, a Faenza ed a Lugo. Questo è il quadro, complessivamente positivo ma un po’ disordinato. Credo che occorra mettere ordine nel sistema. Possiamo, anzi creare un doppio pilastro: Agenzia da una parte e Fondo per finanziamenti alle nuove imprese ad alta tecnologia dall’altra. Questo sarebbe passare concretamente dalle affermazioni alle realizzazioni”.

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“Si è detto che dalla crisi dovremo uscire migliori di prima – ha concluso Pinza - Dall’Italia vengono segni di natura contraddittoria, ma il dato prevalente sembra essere quello di una ripresa di voglia di vivere e di combattere. Compito nostro è scrivere capitoli locali che sappiano di futuro ed iscriverci così dalla parte di chi sul futuro è pronto ad investire.

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