Centro storico, apre un ristorante in corso Diaz. "E' il sogno di una vita"

Turn over delle attività commerciali in centro storico. Come sempre c'è chi chiude, ma anche chi decide di investire, coronado un sogno, nel campo della ristorazione

Turn over delle attività commerciali in centro storico. Come sempre c'è chi chiude, ma anche chi decide di investire, coronado un sogno, nel campo della ristorazione. Arriva infatti un nuovo ristorante in corso Diaz. Svendita totale, invece, in vista della chiusura, per il negozio di abbigliamento 'Viapiana', di corso Della Repubblica, 7. Ha chiuso anche la libreria 'Club del libro', in corso Mazzini, 44, con tanto di lettera delle titolari, appesa sulla vetrina vuota. Un ringraziamento ai soci “per ciò che ci avete dato in questi anni” e un messaggio di scuse perchè “varie situazioni si sono combinate e ci hanno spinte a decidere di chiudere l'attività, nostro malgrado”.

Apre invece, in corso Diaz, 17, dove c'era il negozio di calzature 'Cinti', l'osteria 'A m'arcord- Dal Gardo'. Ad investire marito e moglie, Roberto Gardini, 56 anni e Laura Lombardi, 53, insieme con il nipote, Davide Gardini, 34, che sarà il cuoco. A maggio sono partiti i lavori di restauro dei locali ed ora mancano solo gli allestimenti e le attestazioni di conformità del Comune. “Speriamo di aprire entro il mese di novembre – spiega Roberto a Forlitoday – ho coltivato questo sogno per 30 anni e finalmente si sta avverando. Io sono cresciuto in centro storico, sono nato a palazzo Sassi Masini, in via Maroncelli ed anche mio nipote abita tutt'ora in centro. Poi credo che corso Diaz sia una delle vie più belle della città”.

Un locale a conduzione familiare, per ora, che potrà ospitare 25-30 coperti, nel cuore del centro di Forlì. Roberto ha fatto per 30 anni l'ambulante, poi ha aperto un sali e tabacchi, e adesso che i figli sono grandi, corona il suo sogno di una vita, insieme alla moglie e al nipote, Davide, che ha maturato l'esperienza in cucina. “Puntiamo sul rapporto qualità prezzo, sicuramente. Avremo un menù che varia di giorno in giorno, a seconda dei prodotti freschi e di stagione. Insomma una cucina tradizionale, ma che non abbandona l'innovazione”.

E proprio il rinnovo, secondo Roberto, è quello che manca al centro storico: “Si tende sempre a scaricare le colpe sugli altri – conclude – ma la maggior parte degli imprenditori del centro non ha mai rinnovato la propria attività in tanti anni”.

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