Sempre meno imprese in mano ai giovani, fa eccezione il settore agricolo

A Forlì-Cesena, nel confronto con il 30 giugno 2018, si riscontra un calo delle imprese giovanili del 3,5%

Ennesima flessione delle imprese giovanili attive, come a livello regionale e nazionale. In diminuzione le imprese giovanili nel commercio, nelle costruzioni, nel manifatturiero e nei servizi alle imprese. Crescono invece in agricoltura, servizi alle persone, attività professionali. Stabili nei servizi di alloggio e ristorazione. Confortante, comunque, la decisa crescita delle società di capitale gestite da giovani. I dati sono quelli di Infocamere-Movimprese relativi al 1° semestre 2019, elaborati dall’Ufficio Informazione economica della Camera di commercio della Romagna per il territorio Romagna - Forlì-Cesena e Rimini.

Le Imprese giovanili: focus provinciale Forlì-Cesena

Al 30 giugno 2019 in provincia di Forlì-Cesena si contano 2.287 imprese giovanili attive che costituiscono il 6,2% del totale delle imprese attive (7,0% in Emilia-Romagna e 9,1% in Italia).

Nel confronto con il 30 giugno 2018 si riscontra un calo delle imprese giovanili del 3,5%, superiore alla variazione negativa sia regionale (-2,5%) che nazionale (-3,1%). Alta, purtroppo, la flessione nel medio periodo: -19,5% rispetto al 30 giugno 2014.
I principali settori economici risultano: Commercio (28,6% delle imprese giovanili), Costruzioni (16,2%), Alloggio e ristorazione (11,9%), Agricoltura (9,3%), Altre attività di servizi (prevalentemente servizi alle persone) (7,5%), Industria Manifatturiera (6,4%), Attività professionali e tecniche (3,8%) e Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (3,4%).

Rispetto al 30 giugno 2018 calano le imprese giovanili nel Commercio (-3,0%), nelle Costruzioni (-10,0%), nell’Alloggio e ristorazione (-6,5%), nelle Altre attività di servizi (-1,7%) e nel settore Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (-14,3%), mentre aumentano quelle operanti nell’Agricoltura (+2,4%), nel Manifatturiero (+1,4%) e, soprattutto, nelle Attività professionali e tecniche (+10,0%).
I settori con la più alta incidenza percentuale delle imprese giovanili sul totale delle imprese attive sono, nell’ordine: Alloggio e ristorazione (9,8%), Altre attività di servizi (9,4%), Attività finanziarie e assicurative (9,0%), Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (8,4%) e Commercio (8,1%).

Riguardo alla natura giuridica prevalgono le imprese giovanili individuali (76,7% del totale), seguite dalle società di capitale (13,5%) e società di persone (8,7%). Nel confronto con l’anno precedente si rileva un’ottima crescita delle società di capitale (+8,8%), alla quale si contrappone la diminuzione sia delle imprese individuali (-5,1%) che delle società di persone (-8,3%).

In un contesto di analisi territoriale, si evidenzia come la metà delle imprese giovanili provinciali (il 50,2%) si trovano nei comuni di Forlì (28,0%) e Cesena (22,2%), ossia nei “Grandi centri urbani”. Buona anche la presenza nei comuni di Cesenatico (8,6%), Forlimpopoli (3,2%) e Bertinoro (3,1%), ossia nei cosiddetti “Comuni di cintura” (totale 14,9%), e di Savignano sul Rubicone (4,5%), Gatteo (3,2%), San Mauro Pascoli (3,1%), Gambettola (3,1%), e Longiano (1,7%) (”area del Basso Rubicone”, totale 15,7%). A questi vanno aggiunti i comuni di Meldola (2,1%) (Valle del Bidente), Castrocaro Terme e Terra del Sole (1,8%) (Valle del Montone) e Predappio (1,7%) (Valle del Rabbi). In sintesi, il 53,9% delle imprese giovanili attive si trova nel comprensorio di Cesena e il 46,1% nel comprensorio di Forlì.

Il sistema aggregato Romagna (Forlì-Cesena e Rimini)

Al 30 giugno 2019 nel sistema aggregato Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si contano 4.741 imprese giovanili attive che costituiscono il 6,7% del totale delle imprese attive (7,0% in Emilia-Romagna e 9,1% in Italia).

Nel confronto con il 30 giugno 2018 si riscontra un calo delle imprese giovanili del 2,4%, in linea con la variazione negativa regionale (-2,5%) e inferiore a quella nazionale (-3,1%). Consistente, purtroppo, la flessione nel medio periodo: -16,3% rispetto al 30 giugno 2014.
I principali settori economici risultano, nell’ordine: Commercio (28,5% delle imprese giovanili), Costruzioni (16,7%), Alloggio e ristorazione (14,7%), Altre attività di servizi (prevalentemente servizi alle persone) (6,9%), Agricoltura (6,6%), Industria Manifatturiera (5,8%), Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (3,9%) e Attività professionali e tecniche (3,6%). In termini di variazione annua si registra un calo delle imprese giovanili nel Commercio (-4,9%), nelle Costruzioni (-5,3%), nel Manifatturiero (-0,4%) e nel settore Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (-12,6%). Sono cresciute, invece in Agricoltura (+6,4%), nelle Altre attività di servizi (+0,6%) e nelle Attività professionali e tecniche (+4,9%), mentre sono risultate stabili quelle operanti nell’Alloggio e ristorazione. Le imprese giovanili con la maggior incidenza percentuale sul totale delle imprese attive appartengono ai settori delle Attività finanziarie e assicurative (10,6%), Altre attività di servizi (9,9%), Alloggio e ristorazione (9,3%), Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (9,2%), Commercio (8,0%) e Costruzioni (7,6%).

Riguardo alla natura giuridica la maggior parte delle imprese giovanili sono imprese individuali (74,9% del totale), alle quali seguono le società di capitale (14,9%) e le società di persone (9,1%). Nel confronto con l’anno precedente è da evidenziare la decisa crescita delle società di capitale (+8,8%) a cui si contrappone la diminuzione sia delle imprese individuali (-4,4%), sia delle società di persone (-2,3%).

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“Esaminati i dati che fotografano l’andamento delle imprese giovanili, emerge che, pur all’interno di un trend negativo, la realtà della “nostra Romagna” è migliore di quella nazionale ed è in linea con quella regionale. – commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini – Ben vengano quindi le attività di supporto che svolgono sui territori gli incubatori/acceleratori d’impresa, perché il settore delle “giovani imprese” è ovunque caratterizzato da tassi di mortalità decisamente alti. Ciò nonostante proprio le “giovani imprese” meritano iniziative sostegno perché, oltre a testimoniare la passione e il coraggio per l’impresa, costituiscono nuova linfa per il tessuto imprenditoriale. Sottolineo poi che la stragrande maggioranza delle imprese giovanili ha fra i propri connotati una spiccata propensione all’innovazione di prodotto e di processo che rappresenta la spinta fondamentale per la crescita delle imprese e lo sviluppo economico e sociale del Territorio.”

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