Sulle tavole di Natale per tradizione, la noce di Romagna cresce sempre di più

150 ettari di terreni di cui oltre 35 avviati nell'ultima stagione. La produzione a pieno regime sfiorerà le 1.500 tonnellate

La Romagna è la Valley delle noci di qualità. Crescono le superfici coltivate a “Noci di Romagna” sull’area che si estende da Rimini a Ferrara: 150 ettari di terreni di cui oltre 35 avviati nell'ultima stagione. La produzione a pieno regime sfiorerà le 1.500 tonnellate nelle tre diverse varietà (Lara, Howard e Chandler) pari al 3% della domanda nazionale, con un investimento complessivo di 5 milioni di euro.
 
Spiega Alessandro Annibali, dirigente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, titolare dell’azienda agricola San Martino a Forlì e presidente della New Factor che trasforma e commercializza frutta secca: «Oggi abbiamo impiantato circa 150 ettari – tra terreni di proprietà, affittati o co-gestiti – con l’obiettivo di arrivare a 200 entro il 2018, a 300 entro il 2020 e a 500 da qui a 10 anni. Ora puntiamo a creare un consorzio di agricoltori interessati a coltivare noci da frutto: un’importante cooperativa di produttori del territorio si è data l’obiettivo, come noi, di arrivare a 500 ettari in pochi anni. Così facendo potremo presto contare su 1.000 ettari di noceti e diventare uno dei più importanti produttori europei. Alla New Factor spetterebbe la parte più delicata della filiera legata alla commercializzazione. La qualità è garantita dal rispetto di un rigoroso disciplinare di produzione».
 
La frutta secca è protagonista del Natale e chiude l’anno col segno più. Secondo il Centro Studi di Confagricoltura, l’aumento della spesa destinata al consumo domestico della frutta in guscio sale a + 8% in controtendenza con il – 1% della spesa alimentare. Il consumo medio pro-capite italiano (1,5 chili l'anno) è ancora basso rispetto a quello di Regno Unito, Germania, Francia e Usa, ma le prospettive sono buone e si registra un forte, rinnovato interesse all'impianto di nuove superfici di coltivazione. È una vera e propria inversione di tendenza dopo che, da anni, l’Italia aveva perso la leadership produttiva. Il trend positivo riflette in pieno l’affermarsi di nuove modalità e occasioni di consumo, a cominciare dagli aperitivi, senza dimenticare le proprietà nutrizionali e salutistiche per il sistema cardiovascolare.
 
In particolare va bene il mercato delle noci. In Emilia Romagna, Piemonte e Veneto – osserva Confagricoltura - sono circa un migliaio gli ettari dedicati a questa coltura; si registra un rinnovamento colturale con nuovi e moderni noceti che sono stati impiantati da alcuni anni e che, nel giro di 5-6 anni, permetteranno di raddoppiare la produzione nazionale.
 
Certamente, conclude l’organizzazione degli imprenditori agricoli, la forte affermazione della frutta secca richiede un censimento aggiornato delle produzioni e delle varietà, una seria lotta al falso made in Italy che lede il mercato di questi prodotti di eccellenza.

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