Turismo, lieve flessione per il settore della ristorazione. Bene gli hotel

Quelli aggiornati al 31 dicembre scorso sono sostanzialmente dei numeri stabili (-0,2%) rispetto al 31 dicembre del 2018 (+0,3% a livello regionale e +1,2% a livello nazionale).

Sono 2.759 le imprese attive nella provincia di Forlì-Cesena della ricezione e ristorazione, pari al 7,5% del totale (7,5% in Emilia-Romagna e 7,6% in Italia). E' quanto emerge dai dati ricavati dall'osservatorio economico territoriale della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini. Quelli aggiornati al 31 dicembre scorso sono sostanzialmente dei numeri stabili (-0,2%) rispetto al 31 dicembre del 2018 (+0,3% a livello regionale e +1,2% a livello nazionale).

La “ristorazione” (81,7% delle imprese attive del settore) risulta in diminuzione (-0,8%) mentre l’”alloggio” (18,3%) è in aumento (+2,4%). Il 67,9% delle strutture ricettive è complementare (46,6% di alloggi in affitto), il 32,1% alberghiero (30,8% di alberghi); gli indicatori della ricettività mostrano buoni risultati riguardo al tasso di ricettività (15,2%), alla dimensione media (37 letti per esercizio) e all'indice di utilizzazione alberghiera (59,9%), con performance migliori rispetto alle medie regionali e nazionali. Gli addetti al settore alloggio e ristorazione rappresentano il 10,9% del totale degli addetti; in provincia, inoltre, si concentra il 9,3% degli addetti regionali del settore.

Il movimento turistico 2018 (provvisorio) vede risultati positivi: rispetto al 2017 si registra, infatti, un +0,8% degli arrivi (1.141.497 unità) ed un +2,3% delle presenze (5.481.257 unità). La clientela nazionale (83,8% degli arrivi e 80,7% delle presenze) ha avuto, rispetto a quella estera, incrementi superiori in termini di arrivi e inferiori riguardo alle presenze: +1,0% per gli arrivi italiani e -0,1% per gli arrivi esteri, +2,2% per le presenze italiane e +2,7% per le presenze estere. La permanenza media è risultata pari a 4,8 giorni (4,7 giorni nel 2017): 4,6 giorni per i turisti italiani e 5,7 giorni per gli stranieri.

La regione che offre il maggior contributo in termini di presenze italiane è la Lombardia (30,7% sul totale nazionale) alla quale seguono Emilia-Romagna (29,5%) e Piemonte (8,0%); il Paese che fa segnare le più alte presenze straniere è la Germania (31,0% sul totale estero), seguito da Svizzera (12,4%) e Francia (8,4%). L’analisi congiunturale, elaborata da Unioncamere Emilia-Romagna rileva, nel 2018, una diminuzione del volume d’affari del settore nel suo complesso, rispetto al 2017, dello 0,7%; ciò anche a causa dei prezzi bassi applicati, in particolare, nella ricettività.  

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