Un centinaio di ex soci ed ex dipendenti di Edilcoop si ritroveranno dopo 30 anni

La cooperativa fu costituita il 15 marzo 1945 (domenica) da un gruppo di 47 lavoratori. La sede venne stabilita in via Bacilina nel garage di un socio

Sabato un centinaio di ex soci e ex dipendenti della Cooperativa Edile Forlivese (poi Edilcoop) si ritroveranno, all'ora di pranzo, presso il Ristorante Peter Pan di Forlì per una simpatica rimpatriata fra amici. Lo faranno dopo esattamente 30 anni dalla fusione dell'azienda con altre realtà del settore a testimonianza del forte legame che si era instaurato, indipendentemente dai ruoli ricoperti, e di un rapporto che è durato nel tempo caratterizzato dalla solidarietà, uno dei principi base della cooperazione.  

La cooperativa fu costituita il 15 marzo 1945 (domenica) da un gruppo di 47 lavoratori. La sede venne stabilita in via Bacilina nel garage di un socio. Il capitale sociale fu di poche decine di migliaia di lire in azioni da cento lire cadauna, in parte costituito di attrezzi manuali minuti (carriole, badili, picconi, corde, carrucole ecc) conferiti dai soci. Ulteriori attrezzature vennero in parte “recuperate” da imprese dismesse, organizzazioni militari, attive o no (vedi la nazista TODT), e ovunque fosse possibile. Il costituirsi della nuova Cooperativa venne accolto con favore ed a novembre ‘45 il comune cedette in affitto un’area di via Gramsci, che venne poi riscattata e vi si costruì la palazzina per uffici e custode. In quel periodo il maggior problema era l’acquisto del cemento, prodotto dal cementifico di Santarcangelo di Romagna, per il quale occorreva il buono rilasciato dall’Ufficio commerciale di Bologna con grande parsimonia.

Nel magazzino di via Gramsci iniziò anche la vendita materiali edili a privati per recuperare liquidità. Nel 1952 venne acquistata la prima gru a torre di 16 m. e portata di 700 chili, dotata di traslazione su rotaie: a Forlì solo altre due delle principali ditte edili, la Calvitti e la Benini, possedevano gru a torre. Nel 1954 iniziò la progettazione per la costruzione della fornace laterizi di Vecchiazzano da realizzare col sistema Hoffman, “a fuoco continuo”. Nel 1956, la Società Marinella, dell’ingegner Eugenio Berardi di Milano, affidò alla cooperativa la costruzione del grattacielo di Milano Marittima (22 piani, altezza 82 metri) e subito dopo quello di Cesenatico. Per l’occasione si acquistò una gru (F-70, di 22 metri e portata da 750 chili) che fu utilizzata per la costruzione di entrambi gli edifici. 

Nel 1970 si verificò un gravissimo dissesto in un cantiere di Numana, che rischiò di trascinare la Edile Forlivese a seguito del fallimento di un Ente svizzero nella costruzione e gestione di un grande albergo. I soci si sottoposero a trattenute sulle paghe ed in quel caso anche gli impiegati non soci, che godevano di trattamento paritario ai soci escluso solo il diritto di voto, si allinearono alla trattenuta. All'epoca una norma interna prevedeva che gli impiegati non fossero più del 4% degli operai, che all’epoca erano circa 200. Quattro anni dopo dall’unione della Coop. Edile Forlivese (attività edile) con la Coop. San Martino in Strada (lavori stradali) si costituì la Edilcoop Forlì, articolata in tre divisioni operative: edilizia, strade, acquedotti e fognature che continuò con successo l'attività fino al 1988. 

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In quell'anno, il 10 dicembre ’88, si costituì la la Coop. Sigla, nata dall’unione della Edilcoop Forlì, Cer di Rimini, Edarcoop di Bellaria e Ceas di S.Piero in Bagno. La necessità di ottenere appalti a livello nazionale portò alla costituzione di quello che doveva essere un forte polo della cooperazione edile della Romagna. Nel 1994 la coop. Sigla occupava 460 operai e 200 impiegati, ma l'incapacità di incidere nell'organizzazione di un'azienda, che era diventata grande, ma aveva tre sedi nel raggio di trenta chilometri, sezioni distaccate in varie regioni, persone di esperienza sostituite da computer, e che aveva acquisito lavori all’estero senza avere la dovuta esperienza portò al fallimento di Sigla. 
 

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