In 200 alla Fiera di Forlì per il primo workshop romagnolo sull'energia da fotovoltaico

Dopo i saluti del Presidente Mirasole Tiziano Melandri, l'evento informativo - organizzato, in collaborazione con Sin.el.Co., Ecosuntek, Fata-Cattolica Assicurazioni e Eco-Trade, si è aperto con la relazione dell'ingegnere Simone Bonacini

Oltre 200 produttori romagnoli di energia da fotovoltaico hanno affollato la Sala Europa della Fiera di Forlì, sede del workshop ‘Come mantenere l’incentivo per 20 anni - migliorare l'efficienza e il valore dell'energia dei nostri impianti' promosso dalla Cooperativa Mirasole, realtà costituita da plurime aziende che nel biennio 2010-2011 hanno realizzato impianti a terra e su tetto. Dopo i saluti del Presidente Mirasole Tiziano Melandri, l’evento informativo - organizzato, in collaborazione con Sin.el.Co., Ecosuntek, Fata-Cattolica Assicurazioni e Eco-Trade, si è aperto con la relazione dell’ingegnere Simone Bonacini, consigliere di Ater (Associazione Tecnici Energie Rinnovabili) che ha fatto il punto sulle normative in essere e in particolare sull’applicazione del documento tecnico del GSE per la corretta gestione del fotovoltaico e per la conservazione degli incentivi.

“Per assicurarsi il mantenimento della tariffa incentivante - ha spiegato l’ingegnere all’attenta platea - è infatti indispensabile conoscere le norme in costante aggiornamento e agire in maniera preventiva perché, ormai, limitarsi alle 'solite' pratiche amministrative e manutentive non è più sufficiente”. Bonacini ha ribadito la necessità di “mantenere e massimizzare la produzione rispettando con trasparenza la legislazione vigente (al momento l’articolo 30 del Decreto Ministeriale del 23 giugno 2016 insieme ai vari decreti ‘conto energia’)”. Il Gse, infatti, sta procedendo con le verifiche a campione, molte sinora con esito negativo (su 100 impianti controllati 10 presentano irregolarità, con un tasso di violazioni rilevanti pari al 29%), “è quindi indispensabile limitare al minimo le modifiche che comunque devono sempre essere congrue al titolo autorizzativo iniziale”. Lo stesso Gse, con la nota esplicativa dell’agosto scorso, “ha chiarito ma non troppo - precisa Bonacini . gli interventi ammissibili sugli impianti e gli obblighi in campo al soggetto responsabile, nonché le linee guida per la gestione dei moduli/pannelli a fine vita". 

La parola è passata poi a Emanuele Morigi, amministratore Mirasole, che ha posto l’accento sulla necessità – oggi più che mai alla luce dei controlli e delle regole più stringenti del Gse – di essere perfettamente in regola con le carte, pena infatti la decadenza degli incentivi. Da qui la necessità che ogni titolare di impianto segua alcune regole base, riassunte nel ‘vademecum del buon produttore di energia’ presentato dallo stesso Morigi. Tra le regole auree: mantenere l’impianto efficiente; controllare le produzioni (fare sempre tracciato delle letture mensili); essere in possesso di tutta la documentazione; rispettare le scadenze, adeguarsi agli aggiornamenti normativi; eseguire interventi corretti sugli impianti; affrontare le anomalie di sistema.

“In questo modo – ha spiegato Morigi – preserviamo il nostro investimento da brutte sorprese, ma ci tengo a ricordare che una violazione, magari rilevata al 19° anno e legata ad un problema sottovalutato in passato, ci può far perdere gli incentivi non solo dell’anno in questione, bensì anche dei precedenti”. Al fine di scongiurare casi di questo tipo, la coop Mirasole fornisce collaborazione ai produttori proponendo pacchetti di servizi personalizzati che partono proprio dal riallineamento degli impianti con verifica della documentazione, recupero atti mancanti, segnalazione di anomalie documentali e controllo tecnico.

A chiudere il cerchio, dopo questo sguardo sul presente e sulle sue ‘insidie burocratiche’, la relazione di Dino Tartagni, consulente Mirasole, dedicata alla ‘generazione diffusa e alle prospettive future del fotovoltaico’. “Dobbiamo tenere a mente – ha esordito – che il futuro dei produttori di energia fotovoltaica è legato al solido presente che stiamo vivendo perché se è vero che oggi siamo qui per comprendere come valorizzare al meglio il Kw che produciamo, è altrettanto vero che la connessione alla rete elettrica, non vincolata agli incentivi, se ben curata è forse un bene più prezioso del nostro stesso impianto".

"Con la revisione dei mutui, la liberalizzazione del mercato energetico e la riforma delle tariffe, quella connessione – ha aggiunto – potrà garantirci nuove opportunità al termine dei 20 anni”. Lo scenario dentro al quale operano produttori di energia da fonti rinnovabili, infatti, è in continuo mutamento: “A fine 2016 l'Unione Europea ha rilasciato il cosiddetto 'Pacchetto d'inverno' - ha spiegato Tartagni - una serie di direttiche che dovranno essere recepite dagli Stati membri e che per il 2030 alzano la quota di elettricità garantita alle rinnovabili al 27% ed eliminano la priorità di dispacciamento per i nuovi impianti sopra i 500 kWp (destinata a scendere a 250 entro il 2026)”.

Si va dunque verso una semplificazione degli iter autorizzativi per impianti da fonte rinnovabile con l'incentivazione all'organizzazione aggregata con finalità di generazione, consumo, stoccaggio, vendita e servizi di rete. A detta del consulente Mirasole, dunque, le opportunità per far fruttare il nostro Kw al termine dell'incentivo non mancano, “a partire dal 'fotovoltaico per autoconsumo', all'ingresso del produttore nel 'mercato del dispacciamento' e ancora al rifornimento per la mobilità elettrica o ai sistemi efficienti di utenza (Seu) per la vendita di energia a terzi, magari puntanto su reti di Pmi o aziende agricole, il tutto in un'ottica di nuova alleanza e aggregazione con il cittadino consumatore di energia".

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