Boldini chiude oltre i 90mia visitatori. Il 2016 è l'anno di Piero della Francesca

Il compito di elencare i numeri dell'ormai conclusa rassegna sul vate della Belle Epoque, è assunto dal direttore di Civita Cultura, Alberto Rossetti

Sarà dedicato a Piero di Benedetto de’ Franceschi, noto comunemente come Piero della Francesca, l’evento espositivo che i Musei San Domenico di Forlì ospiteranno nel 2016. L’annuncio è stato dato dall’organizzatore e coordinatore delle rassegne Gianfranco Brunelli, nella conferenza di chiusura della mostra corrente imperniata su “Giovanni Boldini e lo spettacolo della modernità”. “Abbiamo scelto il mito del genio toscano – dichiara Brunelli – per il chiaro influsso della sua filosofia artistica, sospesa tra arte, geometria e sistema di rappresentazione a più livelli, sull’intero panorama pittorico italiano, in grado di influenzare persino i contemporanei”.

La mostra 2016 su Piero della Francesca è ancora in cantiere, che già si profilano alcuni degli artisti con cui sarà comparato: Masaccio, Beato Angelico e Domenico Veneziano, Paolo Uccello e Melozzo degli Ambrogi (che ritornerà con alcune opere inedite), fra Carnevale e il Pollaiolo, Leon Battista Alberti e i miniaturisti, senza dimenticare gli artisti fiamminghi da cui egli stesso fu stimolato. La sua vena ispirò maestri ottocenteschi del calibro di Georges Seurat e Cézanne e persino la visione metafisica di Giorgio de Chirico. “La lezione di Piero – scrive Vittorio Sgarbi - è decisiva anche nella formazione di Balthus e non mancherà di incidere, in diverso modo, sulla pittura di Giovanni Colacicchi e di Giorgio Morandi”. Dal Fondo Piancastelli depositato nella Pinacoteca di Forlì, saranno estratti alcuni capolavori librari che parlano di Piero, senza dimenticare i trattati dei tanti studiosi che si sono cimentati con la sua dimensione pittorica realista.

“In Italia e nel mondo – insiste Brunelli - le opere asportabili di Piero da acquisire alla mostra forlivese non sono tante, però faremo il possibile”. Allestire eventi di questo livello porta benefici immediati anche al patrimonio artistico: “In 10 anni abbiamo speso un milione e mezzo di euro solo nel recupero e nel restauro di opere locali”. Prima di sintonizzarsi sul futuro che andrà in onda al San Domenico, Brunelli aveva elencato la copiosa serie di rassegne andate in scena a partire dal 4 dicembre 2005, nel contenitore ritrovato di piazza Guido da Montefeltro che fu dimora dei Frati Predicatori: Marco Palmezzano, “Silvestro Lega i Macchiaioli” (2007), Guido Cagnacci (2008), “Antonio Canova - L’ideale classico tra scultura e pittura” (2009), “Fiori - Natura e simbolo dal Seicento a Van Gogh” (2010), Melozzo da Forlì (2011), “Wildt – L'anima e le forme, da Michelangelo a Klimt” (2012), “Novecento - Arte e vita in Italia tra le due guerre” (2013), “Liberty – Uno stil