Il 2016 live di Area Sismica si apre con Ciro Longobardi che interpreta Braxton

Ciro Longobardi esegue le “A.Braxton compositions n. 30-33”. A seguire, presentazione dell’autobiografia di Robert Wyatt “Different Every Time”, a cura di Alessandro Achilli. Come già evidenziato da Stuart Broomer, le composizioni pianistiche di Anthony Braxton sono allo stesso tempo centrali e tangenziali rispetto alla sua opera, intimamente coinvolte coi processi compositivi degli altri suoi lavori e in qualche modo distaccate da essi. Al centro di questo corpus troviamo le “Compositions n. 30-33”, ciascuna delle quali consiste di una certa quantità di materiali che il pianista deve organizzare in tutto o in parte, dando così luogo a esiti di volta in volta diversi sia nei materiali scelti che nelle durate.

Due ispirazioni principali ne sono alla base: la tradizione del ventesimo secolo di Schoenberg e Stockhausen, trattata in maniera liberamente atonale, post-seriale; la tradizione del ragtime e dello stride piano di Harlem. Questa opera non poteva che essere interpretata da Ciro Longobardi, stella luminosa della classica contemporanea e dedito agli studi di improvvisazione. Membro fondatore del collettivo Dissonanzen di Napoli, ha suonato in tutti le più importanti manifestazioni del mondo e ha registrato per Stradivarius, Limen, Mode, RaiTrade, Tactus. Vincitore di numerosi premi internazionali, ha tenuto conferenze-concerto e masterclass per i conservatori di Rotterdam, Gent, Bruxelles e Alicante, per la Hochschule di Basilea, per la University of Chicago e per la Manhattan School of Music di New York. Insieme a Michele Rabbia e Daniele Roccato ha recentemente fondato un trio dedito alla libera improvvisazione, il cui debutto ufficiale ha avuto luogo a fine 2012 proprio presso Area Sismica.

A seguire, presentazione dell’autobiografia autorizzata di Robert Wyatt “Different Every Time” di Marcus O’ Dair, edita dalla Giunti, a cura di Alessandro Achilli, traduttore del libro in italiano. Definita come la biografia definitiva del più grande musicista britannico di culto, è sicuramente l’unica scritta con la piena collaborazione dello stesso Robert Wyatt. La presentazione del libro sarà a cura di chi ha tradotto il testo in Italiano, Alessandro Achilli, scrittore e giornalista musicale, caposervizio di Musica Jazz, fondatore della (leggendaria) rivista “Musiche”, nonché conduttore di diversi programmi su Radio3 e attualmente su Radio Popolare.

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