Muti ancora una volta conquista Forlì: applausi al Palacredito e omaggio a Pavarotti

Era il pubblico delle grandi occasioni quello che venerdì sera ha affollato il Palacredito di Romagna nel ricordo di don Dario Ciani, in occasione dell'anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo

Era il pubblico delle grandi occasioni quello che venerdì sera ha affollato il Palacredito di Romagna nel ricordo di don Dario Ciani, in occasione dell'anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. La figura di don Dario, anche dopo la morte, ancora una volta ha portato in città il maestro Riccardo Muti, che si è presentato ai circa 4.800 presenti nella veste di pianista, come accadde 20 anni fa, quando con lui sul palco salì Luciano Pavarotti. Tra il pubblico, venerdì sera, anche Nicoletta Mantovani.

A pesentare la serata il giornalista Massimo Bernardini, che ha introdotto il sindaco di Forlì, Davide Drei. "40 anni fa le cose che diceva don Dario Ciani sembravano fuori dal mondo: comunità, solidarietà sociale e lavoro, creare ricchezza interiore partendo dagli ultimi - ha detto il primo cittadino -. Lui ha fatto rinascere un borgo nelle mura e nelle persone. Era anticipatore anche dal punto di vista della musica, della cultura e delle emozioni". Poi il maestro: "Quando si fa musica bisogna cercare di farla il meglio possibile, sia che si tratti di una grande capitale, che di un piccolo centro come Sadurano - ha esordito Muti -, una realtà fantastica, una specie di luogo dello spirito. Io lì ho fatto molta musica,  don Ciani ci credeva moltissimo.  Dovrebbe essere così in tutta la nostra penisola. Luciano Pavarotti 20 anni fa accettó subito di venire e non volle una lira, si pagò persino  il biglietto.  Era emozionato perché sentiva l'importanza del compito. Stasera gli artisti che sono qui hanno lo stesso spirito". E si ritorna davvero all'atmosfera di quel 1995 fa con una sopresa: il video del concerto al Palafiera.

Poi il maestro si siede al piano e le musiche di Puccini incantano il pubblico, grazie alle voci dei soprani Anna Netrebko e Eleonora Buratto e del tenore Yusif Eyvazov. I cantanti si sono alternati nelle arie più famose tratte dalle opere del compositore, da Tosca a Madama Butterfly, da La Bohème a Manon Lescaut e Turandot. Il pubblico entusista non ha lesinato sugli applausi: attessissima 'Nessun dorma' nella quale il tenore non ha deluso le aspettative.

Il ricavato della serata organizzata da Ravenna Festival insieme a Comune di Forlì e Centro per la pace Annalena Tonelli, in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, sarà destinato, al netto delle spese di allestimento, a finanziare progetti ispirati a don Dario Ciani.

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