Nasce il Museo Diocesano: per il momento solo sulla carta

Presentato in San Mercuriale il nuovo Museo Diocesano di Arte Sacra di Forlì-Bertinoro che non verrà realizzato in tempi brevi. Per il resto si tratta di un progetto convincente e all'avanguardia, tanto da prevedere anche la chiusura del chiostrio

Un'immagine del progetto di chiusura del chiostro di San Mercuriale

L'unico neo dello studio di fattibilità del Museo Diocesano di Arte Sacra di Forlì-Bertinoro, presentato mattina in San Mercuriale, presenti il vescovo monsignor Lino Pizzi, il vicario episcopale per l'amministrazione, i beni culturali e le comunicazioni sociali don Franco Appi, il direttore del Museo Diocesano di Milano e coordinatore del gruppo di progettazione Paolo Biscottini, e il giovane progettista Marco Servadei Morgagni, è che non verrà realizzato in tempi brevi.



Il quadro tecnico economico, comprensivo delle opere edili di adeguamento e consolidamento dei locali, nonché della fornitura e posa in opera delle attrezzature necessarie alla piena funzionalità del museo, parla impietosamente di oltre 3 milioni di euro di spesa. Senza contare i 200.000 euro l'anno per il personale e la gestione. Troppi di questi tempi. Neppure l'esplicita discesa in campo della Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì, con la partecipazione alla conferenza del presidente Piergiuseppe Dolcini, intervenuto c definendo il Museo d'Arte Sacra “caposaldo identitario della nostra civiltà e cultura”, ridurrà i tempi di attesa.

Una vera disdetta, visto che il progetto è convincente e all'avanguardia, in grado, almeno sulla carta, di sottrarre al degrado uno dei punti nevralgici dell'identità forlivese. “Un Museo diocesano - dichiara il professor Paolo Biscottini - non è un qualcosa che si astrae dalla scena quotidiana, una roba da addetti ai lavori, ma si intromette positivamente nella dinamica culturale dell'intera città, a disposizione di laici e credenti”.



Tra l'altro, almeno il 75 % delle opere d'arte dei musei italiani provengono da chiese e luoghi di fede. Al di là delle 3 sezioni dedicate a Storia della Diocesi, Liturgia e Pinacoteca, a cui si affianca una successione di spazi dedicati a piccole mostre temporanee, l'accesso al secolare campanile di San Mercuriale con salita alla sua sommità, e persino una caffetteria, il Museo Diocesano di Arte Sacra comporterà anche la chiusura, seppur parziale, del chiostro. Immaginiamo già, non appena la notizia sarà di dominio pubblico, le grida di giubilo dei tanti forlivesi che non aspettano altro, almeno nelle ore notturne, come unica soluzione al degrado in cui il monumento versa da troppo tempo.

“La nostra idea - precisa il progettista Marco Servadei Morgagni - è quella di assegnare stabilmente al Museo tutto il lato destro del chiostro, che verrà chiuso con vetri”. E non è finita: vetrate e trasparenze anche per l'ingresso al monumento sul lato di Piazza XX Settembre: “Quattro delle sei arcate, per l'ampiezza di due campate, saranno adibite a caffetteria, punto di ristoro privilegiato e suggestivo nel pieno centro cittadino”. Rimarrà il passaggio pedonale, anche se “appiattito” sul lato murario che il chiostro condivide con l'abbazia. “Esperienze similari - conclude Biscottini - conferiscono al punto di ristoro il ruolo di sostentamento dell'intero Museo, dando visibilità alla struttura anche al di fuori degli orari di visita alle collezioni”. Tutto molto bello. Peccato solo, unendoci al rammarico del vescovo Pizzi, che per ora si tratta ancora di un sogno.

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