Dante era uno sciamano? Conferenza di Franco Bendi a palazzo Romagnoli

Giovedì 16 maggio 2019, ore 18.00 a Palazzo Romagnoli si tiene la conferenza a cura di Gianfranco Bendi, dal titolo "Dante e lo sciamanesimo. Affinità tra il “viaggio dantesco” e il viaggio dell’iniziazione sciamanica.", all'interno del programma di "Dante. Tòta la Cumégia", giunta alla quinta edizione. Nel quadro della varia fortuna di Dante, Bendi ha estrapolato una conversazione su "Dante e lo sciamanesimo", un argomento insolito che può rivelarsi interessante e accattivante per la sua novità, circa le affinità esistenti tra il "viaggio dantesco" interpretato allegoricamente e il "viaggio dell’iniziazione sciamanica". Alcuni studiosi infatti hanno individuato tracce sciamaniche nella Commedia come del resto in Pitagora e nel Pitagorismo, in Muhammad e nella setta musulmana dei Dervisci e persino in certi principi del Cristianesimo. Dunque un Dante maestro di spiritualità o addirittura un Dante "sciamano"? Tuttavia il vero interrogativo è da dove provengono le sue straordinarie nozioni scientifiche, perché egli non è solo un sommo letterato ma anche un grande uomo di scienza. Ancora una volta la Commedia appare come l’opera di uno scrittore illuminato, un viaggio psichico tra archetipi e immagini profonde. Ancora una volta, come scriveva il buon Guido da Pisa, Dante appare come il "calamus Spiritus Sancti". L'ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Gianfranco Bendi (Forlì, 1940) vive a Meldola da quando è ritornato dalla Spagna ove ha vissuto per ragioni di lavoro. Dopo la maturità classica conseguita al Liceo Classico "G.B. Morgani" di Forlì si è laureato in Ingegneria Civile Edile presso l’Università di Bologna. Specializzato nella progettazione/realizzazione d’impianti sportivi, è Amministratore e/o Direttore Tecnico di società e consorzi d’imprese in Italia e all'estero. Parallelamente a questa attività professionale ha sempre coltivato la passione per le discipline umanistiche. Cultore del dialetto, ha pubblicato articoli sulle tradizioni romagnole e si è dedicato dal 1996 alla libera traduzione in dialetto romagnolo della Divina Commedia pubblicando nel 2009 "L’Inféran" (Carta Canta Editore) e nel 2013 e 2017. E’ Purgatori ed E’ Paradis (Edizioni Risguardi). Ha inoltre pubblicato nel 2007 la raccolta di poesie in italiano “Le mie luci le mie ombre” (Edizioni Il Ponte Vecchio).

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