Degrado nella Galleria Mazzini, la proposta: "Mercato etnico ed eventi per rivitalizzarla"

Il ragionamento appartiene al patron del Naimaclub Michele Minisci, che riflette sulla situazione della Galleria Mazzini, “oggi quasi tutta in mano ad attività commerciali di extracomunitari, in prevalenza di provenienza dall'Estremo Oriente e dall'Africa centrale"

Foto tratta da Facebook

Una città sempre più multietnica sta facendo maturare in chi per mestiere organizza eventi musicali alcune idee su come rivitalizzare alcune zone del centro storico. Il ragionamento appartiene al patron del Naimaclub Michele Minisci, che riflette sulla situazione della Galleria Mazzini, “oggi quasi tutta in mano ad attività commerciali di extracomunitari, in prevalenza di provenienza dall'Estremo Oriente e dall'Africa centrale, dopo che i negozi dei forlivesi hanno da tempo abbassato le serrande uno dopo l'altro”.

“In pratica è successo quello che i forlivesi hanno visto già  succedere in piazza Saffi e nei Giardini Orselli, oggi con prospettive diverse. Quando si abbandona una trincea, questa viene occupata dal "nemico". Solo che qui non ci sono nemici, ma solo persone che vogliono rifarsi una vita, scappando dalla povertà e magari anche dalla guerra e spesso poco ben accetti e spesso poco integrati. Certo, se ci sono attività illegali ed illecite bisogna colpirle subito - sottolinea Minisci -. Ma cosa è stato fatto per non rendere la Galleria Mazzini così "pericolosa"? Niente”. 

Minisci lancia l'idea: “Una modesta proposta: con tutti quei negozi etnici, da qualcuno definiti anche "pittoreschi"", perchè non pensare di considerarla una piccola "casbha", un piccolo "suk", dove ogni fine settimana organizzare piccoli eventi musicali, culturali, mostre, scambi di opinioni, mercatini di artigianato extracomunitario. Esiste a Forlì un coordinamento delle varie comunità etniche presenti in città. Bene, rendiamolo immediatamente operativo proponendogli  il coinvolgimento di un personaggio come Seidù, grande percussionista del Bourkina Faso, molto conosciuto negli ambienti musicali non solo cittadini, a Forlì da più di dieci anni, che potrebbe coinvolgere decine di altri musicisti extracomunitari per animare la Galleria Mazzini in tutti i week end di dicembre. A Seidu si potrebbe affiancare anche l'Associazione culturale Kathawat, che opera magistralmente  in città da diversi anni proponendo musiche, danze e altre arti tutte rivolte alla conoscenza delle culture dei popoli africani e dell'estremo oriente. E a gennaio si tireranno le somme”.

“Non sarebbe una cosa difficile e dispendiosa. Forse in questo modo la Galleria Mazzini potrebbe tornare ai suoi fasti, magari con altre luminarie, altri suoni, altri profumi, altri odori. E diventare meta prediletta anche dei forlivesi”, conclude il fondatore del Naimaclub.
 

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