Carmine in festa per la solennità della Beata Vergine

Con il triduo di preparazione prende il via la festa solenne della Madonna del Carmine, in programma domenica 14 luglio nella chiesa settecentesca di corso Mazzini. Per il quarto anno consecutivo l’evento è organizzato da don Enrico Casadio: spetta, infatti, al parroco-abate di San Mercuriale la cura del Carmine, dopo la partenza, nel settembre 2015, dell’ultimo religioso carmelitano residente a Forlì, padre Nazareno Mauri. Dal 10 al 12 luglio, alle 20.30, Santo Rosario e canto delle Litanie, Adorazione e Benedizione Eucaristica. A questa base spirituale si aggiungono, mercoledì 10, la testimonianza di Cristina Betti del Terz’Ordine carmelitano di Forlì, giovedì 11 di Adele Ravelli, responsabile del Terz’Ordine carmelitano di Ravenna e venerdì 12 di suor Anastasia, monaca del Carmelo di Ravenna.

Sabato 13 luglio, vigilia della festa, alle 18.30 don Emanuele Lorusso, assistente diocesano del Centro Volontari della Sofferenza e parroco di Bertinoro, celebra la messa per gli ammalati con la partecipazione di Unitalsi e Cvs. Domenica 14, alle 8 recita delle lodi, seguita alle 8.30 e alle 11.15 dalle messe presiedute rispettivamente da don Enrico Casadio e dal vescovo emerito di Forlì-Bertinoro, mons. Lino Pizzi, con il rinnovo dei voti del Terz’ordine carmelitano e supplica alla Beata Vergine del Carmine. Alle 18.30 secondi vespri e alle 19.00 santa messa presieduta da don Guy Kone, il sacerdote ivoriano viceparroco di San Mercuriale.

Al termine sarà possibile acquisire la benedizione e l’imposizione degli scapolari. Importante appendice della festa è la processione della statua della Vergine del Carmelo lungo Corso Mazzini: guidato dallo stesso don Enrico Casadio, il corteo orante esordirà al termine della messa delle 19 direttamente dal sagrato della chiesa del Carmine. Martedì 16 luglio, festa liturgica della Beata Vergine del Carmine, alle 20.30 recita del rosario, seguita alle 21 dalla santa messa per i benefattori e zelatori del culto mariano. Da mezzogiorno del 15 luglio a tutto il 16 è possibile ottenere l’indulgenza plenaria alle condizioni previste (confessione e comunione entro 15 giorni, recita del Credo e preghiera secondo le intenzioni del Papa).

L’Ordine dei Carmelitani, che rimane proprietario della grande chiesa di corso Mazzini, è uno dei più antichi nella storia della chiesa. Il suo nome trae origine dall’omonima collina sopra la città di Haifa, in Israele, su cui, secondo i libri storici e il Vecchio Testamento, si rifugiò in preghiera intorno all’anno 860 a. C. il profeta Elia. Alcuni Crociati occidentali, tra il 1192 e il 1209, vollero seguire il suo esempio consacrandosi al servizio della Madonna: nacquero così gli “Eremiti di Nostra Signora del Monte Carmelo”. La prima “Regola di vita” dell’Ordine risale al periodo di Sant’Alberto, patriarca di Gerusalemme. L’arrivo dei carmelitani in Europa è datato 1235, l’anno in cui due religiosi ottennero il permesso di fondare una casa a Valencienne, in Francia. Intanto la Terra Santa veniva progressivamente rioccupata dai Mussulmani e l’esodo dei Carmelitani verso l’Europa fu quasi totale.

Dal primitivo ramo nacquero i Carmelitani Scalzi, riformati nel 1568 da Santa Teresa d'Avila e da San Giovanni della Croce. L’arrivo dei frati a Forlì risale invece al 27 agosto 1347, data di fondazione della chiesa dell’Annunziata e del convento. Tal Peppo di Orebono anche a nome della moglie Caterina, fece dono ai Carmelitani di un terreno con casa “in vinea abbatis”, la vigna dell’abate di San Mercuriale. Il nucleo originario di 12 frati elesse come primo superiore il bolognese fra’ Cambio. La chiesa attuale, il più antico luogo di culto carmelitano di Romagna e Marche, è stata radicalmente rifatta nel 1735 su disegno di fra Giuseppe Merenda.

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