"L'invenzione senza futuro", viaggio nel cinema in 60 minuti

Sabato 21 aprile alle 21 nel teatro comunale di Dovadola va in scena "Un’invenzione senza futuro". Così Antoine Lumière (padre dei celebri fratelli) definisce il cinema, un progetto a cui i suoi figli stanno lavorando. Ma loro sono caparbi, determinati ad arrivare fino in fondo alle loro intuizioni: forse uno dei due lo è di più, mentre l’altro è condizionato dalle parole del padre; forse la necessità di scoprire se il progetto funziona cela in realtà per uno dei due il desiderio di conquistare una donna amata.

Lo spettacolo racconta il rapporto tra due fratelli, Louis e Auguste ‘ che stanno per rivoluzionare la visione del mondo ‘ e la ricerca dell’amore, attraverso un viaggio che si trasforma e si snoda per mezzo di scene di film, incontri, suoni e visioni dal sapore delle pellicole che ci hanno appassionato in più di un secolo di cinema. Il racconto di una vita che si fa metafora delle evoluzioni del cinema, delle sue più importanti invenzioni: dal muto al sonoro, dal montaggio al colore. Non si tratta di citazioni: l’intento è quello di creare vere e proprie fusioni tra le possibilità e i limiti del teatro e le caratteristiche proprie del cinema, inteso come strumento che più di ogni altro riesce a catturare e modificare l’immaginario collettivo su larga scala.

Il contributo (in parte inconsapevole) di questi nostri due fratelli ad un progetto così rivoluzionario come l’immagine in movimento, insieme con il desiderio più antico e primigenio, quello amoroso, sono i motori per raccontare anche l’illusione stessa della vita, il ‘qui ed ora’ del teatro, il ‘realissimo’ inganno del cinema. Storie e sogni, che però possono tramutarsi in vere rivoluzioni, cambiando la percezione quotidiana del singolo e quella della società a venire. Forse il nostro è un inno a chi osa, alla creatività, ai pochi che rischiano, seppur inconsapevolmente, coinvolgendo anche la moltitudine, per modificare il proprio presente e il futuro, confidando che la curiosità della scoperta sia sempre la vera magica rivoluzione.

La Compagnia DeiDemoni nasce nel 2006 da allievi diplomati alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova, per mettere in scena un frammento da I Demoni di Dostoevskij per la regia di Renzo Trotta. Nel 2012 la Compagnia debutta all’interno della stagione del Teatro Duse di Genova con l’adattamento di un testo di David Mamet inedito in Italia: Il motore ad acqua per la regia di Mauro Parrinello. 

con Federico Giani, Celeste Gugliandolo, Mauro Parrinello
ideazione Federico Giani, Celeste Gugliandolo, Francesca Montanino, Mauro Parrinello
scene Maria Mineo e Veronica Santi
disegno luci Liliana Iadeluca
musiche Giorgio Mirto eseguite al pianoforte da Francesco Villa
aiuto regia Federica Alloro
costumi Patrizia Farina

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