Natalino Balasso nei panni di un Arlecchino dal sapore moderno

  • Dove
    Teatro Diego Fabbri
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 13/12/2018 al 16/12/2018
    21.00, domenica alle 16.00
  • Prezzo
    da 14 a 25
  • Altre Informazioni

A poche settimane dal suo debutto nazionale, giunge al Teatro Diego Fabbri di Forlì Arlecchino servitore di due padroni, nuova rilettura del classico testo goldoniano per opera del regista Valerio Binasco. Protagonisti e interpreti dello spettacolo – nuova produzione dello Stabile di Torino – sono Natalino Balasso, Fabrizio Contri, Marta Cortellazzo Wiel, Lucio De Francesco, Michele Di Mauro, Denis Fasolo, Elena Gigliotti, Gianmaria Martini, Elisabetta Mazzullo, Ivan Zerbinati. Lo spettacolo andrà in scena giovedì 13, venerdì 14 e sabato 15 dicembre alle ore 21 e domenica 16 dicembre alle ore 16.

Come consuetudine, gli interpreti di Arlecchino servitore di due padroni incontreranno il pubblico sabato 15 dicembre alle ore 18 presso il Ridotto del Teatro Diego Fabbri in una presentazione condotta da Pietro Caruso. L’ingresso all’Incontro è gratuito fino a esaurimento posti.

 “Non faremo uno spettacolo ispirato alla Commedia dell’Arte, e non useremo le maschere della tradizione” dichiara subito Valerio Binasco del suo Arlecchino servitore di due padroni. Il regista sceglie deliberatamente di resistere alla “pura, impressionante forza teatrale” del meccanismo della commedia di Goldoni. E prende un’altra strada, con il proposito di dare al testo un sapore moderno, e di restituire realismo e credibilità ai personaggi, non cedendo alla “pur irresistibile tentazione del formalismo”. Sarà un Arlecchino che guarda più alla commedia all’italiana che alla Commedia dell’Arte, con un forte, sentito richiamo all’umanità vecchio stampo, di sapore paesano e umilmente arcaico. Quella che “ha abitato il nostro mondo in bianco e nero”, ricorda Binasco, “si è seduta ai tavoli di vecchie osterie, ha indossato gli ultimi cappelli, ha assistito al trionfo della modernità con comico sussiego, ci ha fatto ridere e piangere a teatro e al cinema con le ‘nuove maschere’ dei grandi comici del Novecento, e poi è svanita per sempre, nel nulla del nuovo secolo televisivo”. 

Famelico, bugiardo, disperato e arraffone. L’Arlecchino “contemporaneo” di Valerio Binasco è un poveraccio che sugli equivoci costruisce una specie di misero riscatto sociale. Dopo il Don Giovanni di Molière, Binasco, cinque volte premio Ubu, torna a cimentarsi con un titolo del grande repertorio. “A chi mi chiede: come mai ancora Arlecchino? rispondo che i classici sono carichi di una forza inesauribile e l’antico teatro è ancora il teatro della festa e della favola”, dice il regista. Che mette il suo stile cinematografico, fatto di sintesi, unità di azione e suspense, al servizio del testo di Goldoni, un perfetto congegno che dal 1745 non smette di funzionare e incantare il pubblico. 
La “commedia della stravaganza” diventa così un gioioso viaggio nel tempo, alle origini del teatro italiano e della sua grande tradizione comica, con un cast di attori straordinari, molti dei quali collaborano da tempo con il regista. 
Personaggio dalle molteplici contraddizioni: meschino e anarchico, irriguardoso e servile, Arlecchino riesce a portare scompiglio nell’ottusa società borghese, con una carica che suo malgrado si può perfino dire “sovversiva”. “Come avevano capito benissimo Alonge e (in modo assai più radicale) Fassbinder - scriveva Binasco a proposito del Bugiardo - Goldoni è un autore capace di rappresentare inquietudini moderne, con lampi di vera contemporaneità”. 

Biglietti: da 14 a 25 € 

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