"Pier Paolo Pasolini. All'origine del Postmoderno", convegno sul grande intellettuale

Sarà articolato in quattro giornate di studio e avrà ospiti di rilievo nazionale il convegno Pier Paolo Pasolini in programma a Forlì dal 15 al 19 maggio. All’origine del Postmoderno, promosso da Arci Forlì con il patrocinio e il contributo del Comune di Forlì, in collaborazione con l’Istituto della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Forlì-Cesena e a cui anche il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia ha concesso con convinzione il patrocinio. 

Il ciclo di incontri si terrà al Palazzo della Provincia di Forlì-Cesena (Sala Ex Consiglio) in Piazza G. B. Morgagni, 9. L’opera di Pier Paolo Pasolini non smette di interrogare e dividere gli studiosi che si cimentano su di essa, generando un conflitto ermeneutico in cui le irriducibili antinomie dell’esperienza intellettuale sembrano lacerare irrimediabilmente l’unitarietà del discorso razionale.
In questa magmatica sedimentazione di voci, che si succedono senza soluzione di continuità, affiora la disperata esigenza di ripensare i confini culturali della civiltà occidentale dopo il tramonto degli ultimi sistemi metafisici.

L’avvento di tale crisi, che inaugura l’età postmoderna, scorge in Pasolini, radicale cantore della disorganicità del reale, un suo momento imprescindibile, legittimando anche letture pericolosamente strumentali sul piano ideologico. Pasolini è il profeta del post-umano e l’esteta reazionario; l’ultimo artista totale e un poeta malato di dilettantesco eclettismo; l’instancabile fustigatore dei costumi sociali e l’etologo narcisista delle periferie metropolitane; il tredicesimo apostolo e il pederasta che «se l’andava a cercare». La contraddizione come metodo ha finito per travolgere l’Autore bolognese, che tanto la propugnava, permettendo il costituirsi di un’autentica mitopoiesi e di una antitetica ma parallela stigmatizzazione.

Con il convegno Pier Paolo Pasolini. All’origine del postmoderno non si intende dunque celebrare o condannare né l’artista, né l’intellettuale Pasolini, bensì ricostruire filologicamente la Sua complessa produzione, per indagare le ragioni che presiedono al sorgere di questi opposti esiti interpretativi e le inevitabili conseguenze etiche. Tra gli ospiti, sono previsti Virgilio Fantuzzi, Wu Ming 1 e Paolo Andreoni, a capo della direzione scientifica con Andrea Mandolesi. Ingresso libero.
 

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