Zorba il greco, Accademia Chigiana e Peppe Servillo "in frac": Ravenna Festival torna a Forlì

Tre appuntamenti di qualità approdano nella Chiesa di S. Giacomo e al Teatro Fabbri per l'edizione numero 30 del Ravenna Festival

Ravenna Festival torna anche quest’anno a Forlì con tre concerti pienamente immersi nel mare (e nel ritmo) della XXX edizione: la navigazione “per l’alto mare aperto” - come vuole il titolo di quest’anno - fa tappa anche nella Chiesa di S. Giacomo e al Teatro Diego Fabbri.

Se il concerto dell’Orchestra Corelli in omaggio a Mikıs Theodorakıs e al suo indimenticabile Zorba segue la rotta del Festival che porta alla Grecia (7 giugno), la pulsazione della rassegna Le 100 percussioni contagia anche Forlì il 13 giugno con l’avvolgente esperienza del capolavoro di Karlheinz Stockhausen Kathinkas Gesang als Luzifers Requiem (Il canto di Kathinka ovvero il Requiem per Lucifero, da Samstag aus Licht), con cui si misureranno il flauto di Manuel Zurria, il live electronics di Alvise Vidolin e il Chigiana Percussion Ensemble con Antonio Caggiano come maestro concertatore. Ma il richiamo del Mar Mediterraneo affiora nuovamente quando Peppe Servillo e una valente squadra di jazzisti italiani celebrano un artista che ha fatto la storia della canzone italiana: il 23 giugno Uomini in frac reinventa Domenico Modugno (e gli echi della sua Polignano a Mare) nel segno della poesia, del gioco e dell’affettuosa confidenza.  

Nell’anno in cui il Festival rende omaggio alla Grecia culla di civiltà, senza dimenticarne le più recenti vicissitudini, non poteva mancare un personaggio scolpito nell’immaginario collettivo. L’epico sirtaki ballato da Anthony Quinn sulla spiaggia nel film Zorba il greco di Michael Cacoyannis, nuova danza nazionale diventata immediatamente popolare e senza tempo, sarà eseguito a S. Giacomo in forma di suite dalla Orchestra Corelli diretta da Jacopo Rivani (recentemente protagonista anche del concerto che ha inaugurato l’adeguamento acustico della stessa chiesa), dal Coro Euridice guidato da Pier Paolo Scattolin e dal mezzosoprano Cecilia Bernini. L’appuntamento di venerdì 7 giugno (ore 21) è anche una dedica allo stesso Mikıs Theodorakıs, le cui vicende artistiche e umane si intrecciano a quelle della Grecia moderna: durante i sette anni di dittatura dei colonnelli, dal 1967 al 1974, il compositore fu infatti imprigionato, torturato e bandito dalla scena musicale greca. Ma non per questo smise di comporre, ispirandosi al patriota Alexandros Panagulis. Al tempo la sua musica era già diventata la pelle sonora del suo Paese, anche e soprattutto grazie alla Danza di Zorba, nei cui ritmi in accelerazione si specchia l’identità della Grecia stessa.

Il candore barocco di S. Giacomo è cornice anche dell’incursione delle 100 percussioni, la rassegna di Ravenna Festival che dal 6 al 15 giugno celebra tutte le incarnazioni del ritmo con eventi dedicati a questi strumenti presenti in ogni cultura, genere e stile. Giovedì 13 giugno (ore 21), Zurria e Vidolin, l’uno valente interprete e l’altro pioniere fra i più influenti del sound design, si uniranno al Chigiana Percussion Ensemble per circondare il pubblico nell’abbraccio musicale di Kathinkas Gesang als Luzifers Requiem, trasportando lo spettatore nell’atmosfera stregata di questo caposaldo della musica contemporanea. In programma, oltre a un secondo brano di Stockhausen (Vibra Elufa per vibrafono) anche due lavori che tornano ad evocare la Grecia: Psappha per 1 percussionista di Iannis Xenakis, compositore greco naturalizzato francese il cui contributo teorico e compositivo è fra i più rappresentativi della seconda metà del Novecento, si ispira alla poetessa Saffo; mentre il brano di Giacinto Scelsi - I funerali di Achille per 4 percussionisti - è quasi una marcia rituale che ricorda il più celebre degli eroi dell’epica greca.

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Anche il terzo concerto in programma a Forlì, in questo caso al Teatro Diego Fabbri, naviga fra i flutti dell’immaginario collettivo, con quel “Mister Volare” la cui voce ha colorato (naturalmente di blu) un’intera epoca italiana: le canzoni di Domenico Modugno sono classici intramontabili che domenica 23 giugno (ore 21) si vestiranno di jazz per Uomini in frac. Apparentemente distanti, jazz e canzone popolare italiana sono infatti perfettamente conciliabili: è quanto hanno scoperto Peppe Servillo (storica voce degli Avion Travel) e Furio Di Castri dando vita, nel corso degli anni, a raffinati omaggi a Celentano, De André, Battisti. In questo caso il programma, oltre naturalmente a Nel blu dipinto di blu e L’uomo in frac, conta anche - in omaggio agli orizzonti marini di questo XXX Festival - il celeberrimo Lu pisce spada, storia d’amore fra pesci spada. Modugno trasforma le melodie e il linguaggio, ma resta saldamente radicato alla tradizione popolare e del belcanto, ha un cuore antico e un linguaggio nuovo, se ne infischia delle mode, è un classico. E il jazz di Servillo e Di Castri e dei loro uomini in frac (sax e arrangiamenti di Javier Girotto, Fabrizio Bosso alla tromba, Rita Marcotulli e Mattia Barbieri rispettivamente al pianoforte e alla batteria) non ha paura dei classici.

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