Rinviato lo spettacolo "I Miserabili" al Teatro Fabbri

  • Dove
    Teatro Diego Fabbri
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 05/03/2020 al 08/03/2020
    21.00, domenica alle 16
  • Prezzo
    da 12 a 27 euro
  • Altre Informazioni

In seguito al DPCM del 01/03/2020 le attività teatrali nella Regione Emilia-Romagna sono sospese fino a domenica 8 marzo compresa. Lo spettacolo "I Miserabili" con Franco Branciaroli previsto per la rassegna prosa dal 5 all'8 marzo andrà pertanto in scena nelle seguenti date:
Lunedì 13 aprile (festivo: Lunedì dell'Angelo) alle ore 16 per i Sigg. Abbonati al TURNO D, Martedì 14 aprile alle ore 21 per i Sigg. Abbonati al TURNO B, Mercoledì 15 aprile alle ore 21 per i Sigg. Abbonati al TURNO C, Giovedì 16 aprile alle ore 21 per i Sigg. Abbonati al TURNO A.

I Miserabili di Victor Hugo con Franco Branciaroli e la regia di Franco Però è l’importante produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con il CTB-Centro Teatrale Bresciano e il Teatro de gli Incamminati, che va in scena al Teatro Diego Fabbri di Forlì da giovedì 5 a sabato 7 marzo alle ore 21 e domenica 8 marzo alle ore 16. 

I Miserabili di Victor Hugo, spettacolo che va in scena nell’adattamento di Luca Doninelli, vede Franco Branciaroli nel ruolo di Jean Valjean, insieme a un eccellente cast d’interpreti formato da: Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria GraziaPlos, Valentina Violo.

Gli interpreti dello spettacolo incontreranno il pubblico sabato 7 marzo alle ore 18 al Ridotto del Teatro Diego Fabbri. L’ingresso all’Incontro è gratuito fino a esaurimento posti.

Portare I Miserabili su un palcoscenico è un’impresa sicuramente temeraria, e si trema davanti a“millecinquecento pagine – ha sottolineato Luca Doninelli, che ha accettato la sfidadell’adattamento – che appartengono non solo alla storia della letteratura, ma del genere umano,come l’Odissea, la Divina Commedia, il Don Chisciotte o Guerra e Pace”. 
L’idea nasce da Franco Però: “un’importante induzione verso questa scelta – spiega – viene dalmomento che stiamo vivendo nelle società occidentali, dove si assiste all’inesorabile ampliarsi dellaforbice fra i ‘molto ricchi’ e i ‘molto poveri’, fra chi è inserito nella società e chi invece ne è aimargini. C’è un’altra considerazione: il pubblico, a teatro, sembra sempre più attratto da operazioni legatealla narrativa. La narrativa sulla scena è un medium che permette anche di attrarre fasce nonabituate a frequentare le platee, trattando argomenti dal valore universale… Naturale dunqueguardare ai grandi romanzi. Poi subentrano le passioni, le vicinanze culturali che ognuno possiede”.

È però anche un’opera capace come rare di parlare al nostro tempo: “non c’è stata una giornatadelle prove – evidenzia il regista – in cui per sistemare una battuta, per cercare una parola non ci sisia imbattuti in concetti universali, pensieri che toccano il mondo di oggi, la nostra società, ilpensiero francese di questi momenti… Un giorno mi suonava strana la battuta di uno dei giovanirivoluzionari e ho riguardato il romanzo, certo che ci fosse stato qualche aggiustamentodrammaturgico: sembrava scritta nel ’68. Invece Luca Doninelli aveva preso esattamente la frase diHugo, che continua a stupirci e impressionarci per queste sue assonanze con l’attualità, per lacapacità di affrontare temi diversissimi, di mettere assieme momenti alti e momenti bassi (questa èun’altra sua grandezza)”.

“I Miserabili – conclude – è veramente un fiume in piena di cui noi restituiremo un’onda o poco più” concordando con Doninelli che fin dall’inizio ha sottolineato come ogni capitolo, ogni parte,ogni quadro, ogni scena dell’immenso romanzo meriterebbe uno spettacolo a sé. Non potendo farequesto, in ogni caso si dovrà costruire uno spettacolo che, nel proprio ventre, possa contenere inqualche modo anche ciò che non si riuscirà a raccontare.Ma la storia di Jean Valjean, di Fantine, Cosette, Javert, dei Thénardier, di Gavroche, Eponine, diMarius e di tutti gli altri studenti rivoltosi, deve essere ripercorsa e, possibilmente, per intero,individuando la metonimia giusta per restituire il significato, il colore e l’emozione di questasterminata “sinfonia”.
Importante e appassionato sarà in ciò l’apporto degli interpreti che daranno vita a questi immensi personaggi, a partire dal Jean Valjean di Franco Branciaroli.

Biglietti: da 12 a 27 euro.

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