Un tuffo nella Forlì risorgimentale con Gabriele Zelli

Martedì 19 novembre, alle 15.30, presso il Museo del Risorgimento "Aurelio Saffi" al Palazzo Gaddi di Forlì, accesso da via Sassi 3, Gabriele Zelli racconta "La Forlì del Risorgimento" e illustra quanto è conservato nel museo. 

Ai partecipanti sarà consegnata in omaggio copia della pubblicazione "Forlì e il Risorgimento. Itinerari attraverso la città" a cura di Flavia Bugani, Marco Viroli e Gabriele Zelli. 

Il Museo del Risorgimento "Aurelio Saffi" istituito nel 1888 in seguito alla donazione al Comune di Forlì di cimeli e documenti sulla vita e l'attività politica di Piero Maroncelli (1795-1846), voluta dalla moglie Amalia. Il museo si è poi ulteriormente arricchito, grazie soprattutto a lasciti da parte di cittadini forlivesi, fino a detenere un vasto patrimonio che dal periodo napoleonico si estende sino alla seconda guerra mondiale. I cimeli e le testimonianze vanno dalla Guardia Civica cittadina (1847), a Piero Maroncelli, affiliato alla Carboneria e per questo processato insieme a Silvio Pellico e con lui imprigionato nella fortezza dello Spielberg; a Carlo Matteucci (1811-1868), fisico di fama internazionale, nonché Ministro della Pubblica Istruzione del Regno d’Italia, nominato nel 1862 nel governo presieduto da Urbano Rattazzi; ad Aurelio Saffi (1819-1890), la cui saldissima amicizia con  Giuseppe Mazzini era fondata in primo luogo sull’assoluta condivisione degli ideali politici, per la cui diffusione Saffi si impegnò sino alla morte; a Giovita Lazzarini (1813-1849), Ministro di Grazia e Giustizia della Repubblica Romana; ad Achille Cantoni (1835-1867), volontario molto caro a Giuseppe Garibaldi, che gli dedicò un libro, e morto a Mentana nel corso del fallito tentativo di Garibaldi di liberare Roma; ad Antonio Fratti (1845-1897), morto a Domokos, in Tessaglia, volontario nella spedizione militare comandata da Ricciotti Garibaldi, figlio di Giuseppe, accorsa a difendere la Grecia nell’ambito nella guerra greco-turca.
I personaggi citati costituiscono un’indubbia testimonianza della vocazione risorgimentale della città di Forlì, ribadita anche di recente nel libro "Forlì e il Risorgimento. Itinerari attraverso la città".

Nel museo si trovano inoltre le memorie dell'XI Reggimento Fanteria, glorioso reparto di stanza a Forlì, le cui vicende sono raccolte nei due volumi del Diario Storico dal 1664 al 1938; i cimeli dei combattenti forlivesi nella Prima Guerra Mondiale, fra i quali Fulcieri Paulucci di Calboli ed Italo Stegher, entrambi medaglie d’oro al valor militare; le testimonianze delle guerre d'Africa (è particolarmente documentata quella d'Etiopia); le foto dei caduti nella seconda guerra mondiale, sia negli anni 1940-1943, sia nell’ambito della Resistenza. Di rilievo anche i cimeli del gruppo partigiano Corbari. 

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