Alla scoperta delle antiche Pievi romagnole

Sabato 4 maggio, alle ore 16.00, l'Associazione "Antica Pieve" promuove due visite guidate, la prima alla Pieve di S. Cassiano in Pennino (Predappio) e quella successiva alla chiesa di S. Agostino (località S. Agostino, Predappio). 

Il ritrovo dei partecipanti è  previsto presso il piazzale Dante Alighieri, antistante il cimitero di Predappio. Le visite ai due luoghi di culto sono svolte da Marco Vallicelli, storico dell'arte. Marco Viroli e Gabriele Zelli raccontano aspetti storici di Predappio e delle città di fondazione. 
Ai partecipanti viene consegnata in omaggio copia della pubblicazione "Antiche Pievi. A spasso per la Romagna", volume secondo, a cura di Marco Vallicelli, Marco Viroli e Gabriele Zelli, edito dall'Associazione "Antica Pieve".

Le visite si svolgono anche in caso di maltempo.Partecipazione libera. Per informazioni Claudio 3386462755. 

La Pieve di S. Cassiano in Pennino di Predappio è situata su un angolo del locale cimitero e risale al XI secolo. Nel corso del tempo, a partire dal XVII sec. fino all'ultimo intervento del 1930, ha subito radicali rifacimenti che l'hanno più volte trasformata. Le prime citazioni relative alla pieve risalgono al 1001, ma la tradizione popolare vuole che il complesso religioso sia sorto nel V secolo d. C. per volontà di Galla Placidia, figlia dell'imperatore Teodosio che da Ravenna guidò l'Impero Romano d'Occidente. Più probabile l'origine attribuita all'iniziativa dei primi cristiani che la costruirono sulle fondamenta di un preesistente tempio pagano.Nominata anche come basilica, ebbe, almeno fino al '600, grande importanza religiosa ed amministrativa. Gravemente danneggiata, fu sottoposta ad un profondo rifacimento baroccheggiante e nuovamente consacrata nel 1643. Un ulteriore restauro si registra nel 1863. L'ultimo rifacimento, iniziato nel 1930 e concluso nel 1934, ha ridato alla chiesa il suo profilo romanico. Per la ricostruzione stilistica, curata dagli architetti Costantino Icchia e Luigi Corsini, fu scelta la strada dei criteri analogici adottando come modelli di rifacimento le basiliche paleocristiane di Ravenna. L'erezione dei muri perimetrali vide la riutilizzazione del materiale lapideo trovato in loco.

S. Agostino in Rocca d'Elmici ha origini antiche, probabilmente anteriori all'anno mille. È di stile romanico, il cui interno è scandito da una sola navata, costruita con grossi blocchi della pietra locale, chiamata spungone. L'abside è semicircolare e conserva, sebbene ampiamente rovinati dal tempo, alcuni affreschi tra cui quella che viene definita Danza degli scheletri, risalente al XVI secolo, un trionfo della Morte che doveva fungere da ammonizione per gli abitanti del luogo.

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