Invasione di procioni nel Parco delle Foreste Casentinesi: scatta l'emergenza

"Questo mammifero appartiene alla famiglia dei procionidi. Di dimensioni variabili da due a dieci chilogrammi, onnivoro, vive in nuclei familiari ed è attivo soprattutto di notte", specifica Santini

A seguito di segnalazioni e ritrovamenti è ormai accertata la presenza nel territorio casentinese di alcuni esemplari di procione (Procyon lotor). L'emergenza è stata rilevata dal Coordinamento Territoriale per l'Ambiente del Corpo Forestale dello Stato ed è stata affrontata dal personale del Parco nazionale che ha ritenuto opportuno dare anzitutto una corretta informazione sulla specie agli abitanti del territorio. Il procione non è una specie propria del territrio. E' originaria del Nord America e può essere a tutti gli effetti considerata "esotica".

Attualmente secondo la normativa italiana è iscritta nella lista degli animali pericolosi per la cui detenzione è necessaria una specifica autorizzazione. Inoltre è stato recentemente inserito dalla Commissione Europea nell'Elenco di specie esotiche invasive di rilevanza unionale, per cui è imposto ad ogni stato membro di evitare con oggi mezzo che questa specie sia presente in stato di naturale libertà. L'ipotesi più probabile è che ci sia stata una fuga accidentale di alcuni esemplari detenuti in cattività.

I procioni inoltre sono animali opportunisti e tendono a vivere in prossimità delle attività antropiche (case, colture, allevamenti) dove possono cercare in maniera più semplice il cibo. Si raccomanda a tutte le persone che avvistano i procioni di evitare assolutamente di avvicinarli (sono anche mordaci se messi alle strette!) e di segnalare immediatamente la presenza ai numeri 0575. 582706 - 0575. 503038 ore ufficio; mail: infosede@pnfc.it - cta.pratovecchio@corpoforestale.it. Il personale del Parco nazionale, in collaborazioni con le Istituzioni che hanno competenza all'esterno dei territori del Parco, sta mettendo in atto un piano di monitoraggio che permetterà di capire qual è la reale entità del problema per affrontare la situazione nel miglior modo possibile.

"Questo mammifero appartiene alla famiglia dei procionidi. Di dimensioni variabili da due a dieci chilogrammi, onnivoro, vive in nuclei familiari ed è attivo soprattutto di notte. L'animale, dall'aspetto peraltro piuttosto grazioso, costituisce, nel contesto del nostro territorio, un pericolo - dichiara Luca Santini, presidente del Parco. In primo luogo è portatore di alcune patologie, tra cui una in particolare può rappresentare un problema: una parassitosi intestinale che può colpire persone con sistema immunitario debole come bambini, anziani o persone immunodepresse".

"La trasmissione all'uomo può avvenire tramite l'ingestione delle uova del parassita che vengono emesse con le feci dei procioni (quindi ad esempio una contaminazione del cibo) - continua Santini -. Quindi anzitutto è presente un rischio per la salute pubblica. Un altro problema che viene preso seriamente in considerazione dal Parco nazionale è che il procione è una specie pericolosa per il mantenimento della biodiversità. Questi animali si riproducono molto velocemente e competono con molte specie che invece sono proprie del nostro territorio. Non sono da sottovalutare gli impatti diretti nei confronti delle specie selvatiche autoctone per predazione diretta a carico di invertebrati, anfibi, pesci, piccoli mammiferi e uccelli (uova, polli) e competizione territoriale e per le risorse con mammiferi nostrani, quali volpe, tasso e rapaci notturni".

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