Come aprire un’azienda agricola a Forlì

Aprire un'azienda agricola può essere complicato se non si sa da che parte iniziare. Ecco tutte le informazioni su come partire e quali adempimenti burocratici effettuare

Aprire un'azienda agricola si tratta di una scelta che richiede impegno e dedizione, si tratta di una decisione che può richiedere importanti investimenti e pertanto è necessario avere ben chiaro cosa è un'azienda agricola e seguire i passi giusti dopo aver fatto chiarezza su alcuni concetti.

Che cos'è un'azienda agricola?

L'azienda agricola è una piccola o media impresa che ha come principale attività la coltivazione del fondo, la selvicoltura, l’allevamento di animali e altre attività collegate. È connessa direttamente alla cura e allo sviluppo dei cicli biologici, di carattere vegetale o animale, che utilizza il suolo, il bosco e le acque dolci o di mare. L’azienda agricola è un’impresa artigianale che produce e vende prodotti enogastronomici, valorizzando le eccellenze del territorio e seguendo i cicli naturali. La sua finalità è di garantire una manifattura di alto profilo biologico e qualitativo.

L'azienda agricola può offrire anche beni e servizi, sotto forma di ospitalità e ristorazione: in tal caso si parla di agriturismo, dove i prodotti e le materie prime fornite ai clienti provengono direttamente dalla stessa azienda agricola.

A questo punto è fondamentale una linea di indirizzo per procedere e intraprendere questo percorso: chi decide di aprire un'azienda agricola, infatti, oltre a rispettare una serie di adempimenti burocratici, deve conoscere eventuali criticità e disporre delle strategie migliori per trasformare l’idea in un progetto di successo. Oltre all'utile guida stilata da Informagiovani, vediamo i suggerimenti di Coldiretti Giovani Impresa che ha pubblicato sul suo sito web un utile decalogo.

1. Avere un’idea d‘impresa e costruire un progetto di sviluppo

Ancora prima di cominciare, è utile avere le idee ben chiare sulla tipologia di imprenditore che si intende diventare. Che si scelga la strada dell’imprenditore agricolo “tradizionale”, specializzato nella produzione in uno specifico comparto, o quella dell’imprenditore agricolo “multifunzionale e pluriattivo”, si andrà incontro a opportunità e scenari normativi piuttosto differenti. Inoltre, avendo un’idea d’impresa ben precisa, è possibile valutare in maniera preventiva tutte le eventuali leve strategiche da attivare: innovazione, vendita diretta, reti, territorio, qualità, agroenergie, agriturismo, fattoria didattica, ecc.

2. Analisi delle caratteristiche e delle potenzialità aziendali tramite l’osservazione del territorio, del mercato, dei concorrenti e delle normative vigenti

L’intuizione da sola non è sufficiente a decretare il successo di un’attività: un’idea d’impresa, se pur apparentemente vincente, va sempre accompagnata, prima, dopo e durante l’elaborazione, da un’analisi del mercato e della concorrenza.

Con il supporto di appositi consulenti è quindi consigliabile analizzare:

  • Capitale umano (competenze professionali, quale modello gestionale, quale forma giuridica).
  • Capitale fisico (dimensioni aziendali, immobili disponibili e da acquisire, macchine e attrezzi).
  • Offerta (massa critica, differenziazione prodotti e attività, qualità, diversificazione).
  • Mercati (canali di vendita possibili, attività promozionali)
  • Performance economica (redditività e costi)

È inoltre altrettanto opportuno valutare componenti esterne all’azienda sul piano:

  • Istituzionale (normativa di riferimento, esistenza di reti formalizzate come consorzi, cooperative, strade del vino,ecc).
  • Territoriale (dotazione infrastrutturale materiale e immateriale, disponibilità di servizi alle imprese agricole).
  • Commerciale (canali distributivi locali, caratteristiche della domanda e dell’offerta).
  • Competitivo: struttura della concorrenza e grado di concentrazione dell’offerta.

3. Trasformazione dell’“idea” in un progetto di sviluppo imprenditoriale

Dopo la fase di analisi e l’elaborazione dell’idea d’impresa, comincia la progettazione vera e propria. Una volta definiti gli obiettivi da raggiungere e i risultati attesi, occorrerà individuare le risorse da utilizzare e le strategie da implementare.

Il passaggio dalla fase di analisi e ideazione a quella più concreta di sviluppo del progetto prevede un’ulteriore fase intermedia in cui si rende necessario verificare la fattibilità del progetto.

4. Verifica della fattibilità/realizzabilità del progetto

Si tratta quindi di redigere, con l’aiuto di adeguati specialisti e professionisti, un business plan, in grado di conferire credibilità al progetto e consentire la richiesta di finanziamento pubblico o privato. Nel piano dovrà essere analizzata la situazione di partenza, il progetto di sviluppo e la situazione post investimento.

5. Ricerca della fonte di finanziamento

Una volta redatto il piano economico e finanziario si potrà procedere alla ricerca delle fonti di finanziamento. Nel caso dei giovani imprenditori agricoli vi sono diverse misure e strumenti per favorirne l’insediamento. Prima di tutto è opportuno consultare il Programma di sviluppo rurale 2014-2020 in Emilia-Romagna; fra le diverse fonti di finanziamenti possiamo citare:

  • Finanziamenti ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare): Agevolazioni al primo insediamento dei giovani under40.
  • Fondo di garanzia a prima richiesta per permettere l’accesso al credito alle aziende agricole prive di garanzie sufficienti.
  • Per i giovani agricoltori è previsto l’abbattimento del costo della commissione di garanzia.
  • Detrazioni al 19% per giovani under 35 che affittano terreni agricoli.
  • Mutui a tasso zero per imprese agricole condotte da under 40.
  • Le agevolazioni per il primo insediamento sono rivolte a tutti quei giovani che avviano una nuova azienda agricola e vogliono aumentarne la capacità produttiva. Questo tipo di finanziamento, erogato da ISMEA, è concesso ai giovani tra 18 e 39 anni che presentano un piano di sviluppo aziendale sostenibile ed articolato su un periodo di almeno 5 anni. Il premio è concesso come leasing finanziario con la possibilità di accedere ad un mutuo. L’aiuto non può superare i 70 mila euro ed è concesso da Ismea in due rate in conto interessi nell’arco di un periodo massimo di cinque anni da restituire secondo un piano di ammortamento.

6. Verifica se il progetto ha le caratteristiche necessarie per accedere ad un finanziamento pubblico

Dopo aver individuato le fonti di finanziamento più idonee, è necessario leggere accuratamente il bando in questione per verificare l’effettiva esistenza dei requisiti soggettivi (rispetto al soggetto che si candida) e oggettivi (rispetto al progetto di investimento che si intende proporre).

7. Presentazione del progetto per il finanziamento pubblico.

Una volta eseguite le analisi e i controlli necessari si può procedere alla presentazione del progetto attraverso apposita domanda corredata di Business Plan. In questa fase, in particolare, è consigliabile l’assistenza da parte di un CAA (Centro Autorizzato di Assistenza Agricola, ecco quelli in Emilia-Romagna) e la consulenza di un professionista per la parte tecnica. La presentazione della domanda, tuttavia, pur avvenendo in maniera corretta, può non essere sufficiente a garantire il raggiungimento dell’obiettivo (finanziamento) in tempi brevi. Una delle criticità maggiori insite in questo passaggio è infatti rappresentata proprio dall’eccessiva lentezza delle pratiche burocratiche.

8. Presentazione del progetto per il finanziamento privato

Qualora si decida di fare richiesta di finanziamento privato, è possibile valutare i pacchetti e le agevolazioni messe a disposizione di CreditAgri (qui puoi trovare le filiali in Provincia).

9. Ricerca delle garanzie per accedere al credito

Tuttavia ogni richiesta di finanziamento che si rispetti prevede la sussistenza di determinate garanzie, che andranno presentate alla banca di turno. Anche in questa fase, quindi, è consigliabile affidarsi alla consulenza di CreditAgri, in modo tale da poter individuare eventuali criticità e possibili soluzioni.

10. Realizzazione del progetto

Una volta accertata la sussistenza delle garanzie ed effettuata la richiesta di finanziamento, si passerà alla fase di concretizzazione del progetto. Delicato e cruciale questo passaggio risentirà inevitabilmente della preparazione, della capacità imprenditoriale, della creatività che il singolo riuscirà ad esprimere.

Requisiti e adempimenti burocratici per aprire un'azienda agricola a Forlì

Oltre agli aspetti di programmazione e ricerca dei finanziamenti necessari, è bene ricordare che per aprire un’azienda agricola sono innanzitutto necessari dei requisiti professionali: nello specifico è obbligatorio essere in possesso del titolo di IAP (imprenditore agricolo professionale). Per poter vantare la qualifica di IAP è necessario avere:

  • un diploma o una laurea agraria;
  • oppure Aver praticato un corso regionale;
  • oppure aver lavorato nel settore per più di 3 anni, con riconoscimento di Coldiretti.

Per essere appieno un imprenditore agricolo è necessario che questa attività rappresenti il 50% del lavoro dell’individuo e il 50% del suo reddito. Fatta una verifica sommaria dei requisiti, è possibile, in ogni caso, presentare la richiesta del titolo di IAP agli uffici della Provincia.

Una volta ottenuta la qualifica IAP è necessario aprirsi una Partita IVA, registrare l’impresa alla Camera di Commercioaprire una posizione INPS. In seguito è necessario prendere i contatti con la AUSL per conseguire tutte le autorizzazioni necessarie dal punto di vista sanitario e legale.

Contatti utili per aprire un'azienda agricola a Forlì

Coldiretti
Via Enrico Forlanini 11, 47121 Forlì
Tel. 0543 718311
forli@coldiretti.it

Confederazione Italiana Agricoltori
Via Vivaldi 11, 47122 Forlì
Tel. 0543 22017
forlicesena@cia.it

Confagricoltura
C.so della Repubblica 45, 47121 Forlì
Tel. 0543 33466
forli@confagricoltura.com

Confcooperative Forlì-Cesena
Via Battuti Rossi 6/A, 47121 Forlì
Tel. 0543 30173
forli@confcooperative.net

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