Acri (Forza Italia): "Lavoratori della fiera, due pesi e due misure della sinistra"

"Ho ascoltato attonito ieri pomeriggio le dichiarazioni dei consiglieri, per fortuna di minoranza, del Partito Democratico in merito al depotenziamento della Fiera di Forlì"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Ho ascoltato attonito ieri pomeriggio le dichiarazioni dei consiglieri, per fortuna di minoranza, del Partito Democratico in merito al depotenziamento della Fiera di Forlì e la conseguente riduzione di personale che porterà pare al licenziamento di 4 persone, assunte con nomina diretta ovvero senza superare alcuna selezione o concorso.  

Posto il dovuto rispetto per coloro che perderanno il loro sostegno economico, non posso non notare, d’altro canto, la differenza di atteggiamento dei compagni avuto nei riguardi della Dottoressa Beatrice Lamio, portavoce del Sindaco, gìà specializzata all’università Bocconi di Milano, additata poiché scelta dal primo cittadino nella assoluta liceità delle sue funzioni, laddove per i sedicenti democratici doveva essere licenziata, poiché aveva il peccato originale di essere la compagna del capogruppo della Lega. Incredibilmente invece, il consigliere Morgagni intervenuto, chiedeva, implicitamente, alla Giunta di commettere un illecito trovando collocazione con lo stesso metodo alle 4 persone licenziate, ricevendo la corretta risposta dell’Assessore Cicognani in merito alle procedura di assunzione previste.

Parafrasando Orwell, ci sono lavoratori che sono più uguali degli altri. Resta incredibile di come la sinistra locale possa chiedere conto ad una giunta insediata del mese di luglio dei fallimenti, anche in merito alla fiera, che purtroppo eredita e verso i quali la maggioranza assume le proprie, contingenti, responsabilità nel rispetto del ruolo che ricopre nel CDA della Fiera e non certamente come prima responsabile.

Raffaele ACRI (Forza Italia)    

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