Riflessioni e prospettive di sviluppo della città, gli ex Consiglieri si riuniscono: "Manca la politica, quella del confronto"

E' questo il biglietto da visita dell'Associazione ex Consiglieri che si è riunita mercpòedì scorso al Circolo “La Scranna” con all'ordine del giorno "Riflessioni e prospettive di sviluppo della città"

Non un'associazione di pensionati ritirati dal servizio attivo, ma un sodalizio che vuole mettere a disposizione della collettività il proprio patrimonio di esperienze nei vari settori della pubblica amministrazione, senza abbandonare la possibilità di confrontarsi e dire la propria sui problemi che riguardano la nostra città. E' questo il biglietto da visita dell'Associazione ex Consiglieri che si è riunita mercoledì scorso al Circolo “La Scranna” con all'ordine del giorno "Riflessioni e prospettive di sviluppo della città". L'incontro, condotto da Danilo Casadei, è cominciato con un inquadramento di carattere storico sociale trattato da Mario Proli, capo ufficio stampa del Comune di Forlì nonché giornalista e saggista il quale ha ripercorso l'evoluzione dei modelli sociali e culturali che hanno connotato la società forlivese dalla prima metà dell'800 ai giorni nostri.

"L'assassinio del senatore Roberto Ruffilli - ha detto Proli - segna una svolta. Enorme fu l'impatto di questo efferato delitto sulla nostra comunità". A partire dal sindaco Sedioli, il quale dovette affrontare tutta la questione del risanamento dell'area ex Mangelli che era piena di amianto, la città pose le basi per definire e affrontare alcune delle questioni nodali per il suo sviluppo. Si decise di abbandonare l'idea di costruire il nuovo teatro nel San Domenico e optare per il vecchio cinema-teatro Astra. Si aprì, così, la strada per il polo culturale di eccellenza al San Domenico costruendo a poche decine di metri il nuovo moderno teatro “Diego Fabbri”. Nel 2004 si trasferì tutto l'ospedale nella nuova struttura di Vecchiazzano.

Dopo il polo culturale e quello sanitario prese forma con l'Itaer, la facoltà di ingegneria, la scuola Enav e l'Aeroporto il polo tecnologico aeronautico. Significativi i dati demografici forniti: nel 1861 Forlì conta 30 mila abitanti, nel 1951 77 mila, nel 1966 100 mila, nel 2001 108 mila, nel 2018 118 mila. La crescita dal 2001 al 2018 è da attribuirsi in modo prevalente ai fenomeni dell'immigrazione. Oggi la comunità di immigrati più numerosa è quella romena (1.190 maschi e 1.880 femmine) seguita da quella cinese (964 maschi e 910 femmine), poi l'albanese (860 maschi e 830 femmine) e marocchina (700 maschi e 600 femmine). Interessante anche la disamina dei nuclei famigliari esistenti a Forlì: 19 mila con un componente (molti sono anziani soli), 15 mila con due, 9 mila con tre e 6 mila con 4. 16 mila forlivesi hanno più di 75 anni. "Se dovessi definire l'identità di Forlì - ha sottolineato Proli - direi che noi siamo figli di Aurelio Saffi, di Luciano Lama, di Roberto Ruffilli e di Annalena Tonelli. Una città profondamente democratica con un sensibile lato umano che la contraddistingue.”

Ha preso poi la parola Alberto Zambianchi, presidente dell'UnionCamere regionale che ha ricordato i tanti punti di forza ma anche le criticità del sistema economico regionale e del territorio forlivese. "Economicamente non è che qui va tutto bene - ha spiegato Zambianchi -, però rispetto alle altri parti d'Italia siamo in grado di soffrire di meno. Tra i servizi che aumentano l'attrattività e la competitività del territorio". E' stato citato come esempio il multicampus, "per il quale va dato ampio merito al sen. Melandri, confrontabile se parliamo di strutture di questa portata con insediamenti esistenti solo in California. Questi i dati: 11 mila studenti di cui 6 mila a Forlì e 5 mila a Cesena, 450 docenti e 5 sedi di tecnopolo. Pensiamo alla Caproni di Predappio, le gallerie del vento che sono lì rappresentano un unicum di valore mondiale".

"L'agricoltura è ancora forte; buono è il comparto industriale (la Zanussi ha appena annunciato 34 milioni di investimenti) - ha proseguito -. I cinesi con 470 milioni cash hanno acquistato la Ferretti. L'azienda che solo tre anni fa perdeva 100 milioni all'anno ha chiuso il 2018 guadagnandone 30. Artigianato e cooperazione sono ai massimi livelli. Il Bil e cioè la qualità della vita (importante quanto il PIL) qui da noi vanta primati a scala nazionale. Una chiosa infine sull'aeroporto “Ridolfi”. Va detto che da Bologna, a fronte delle nostre reiterate richieste per fare di Forlì la seconda pista del “Marconi”, c'è stata sempre una chiusura totale".

E' poi intervenuto il presidente dell'Associazione Romano Baccarini. "La grande assente di tutte le vicende ascoltate - ha osservato Baccarini - è la politica. Per come la intendo io la politica è confronto, anche acceso, che deve però portare a una soluzione di mediazione nell'interesse di tutti. Lo scontro tra i due grandi partiti, la Dc e il Pci, era perenne, ma sui grandi problemi una soluzione di mediazione è stata sempre trovata". Per quanto riguarda il mondo del credito, per Baccarini "la legge bancaria è una legge sbagliata. Banca Intesa è probabilmente l'unica grande banca che mantiene ancora un legame con la periferia. Noi però abbiamo perso la Cassa di Risparmio di Cesena, la Cassa Rurale di Forlì e abbiamo indebolito il rapporto della Cassa dei Risparmi di Forlì con il territorio".

Poi la questione Sapro: "Per 10 anni alcune banche hanno finanziato la speculazione, speculazione frutto di una politica sbagliata e la Cassa di Risparmio di Cesena è caduta proprio su queste cose". La vice presidente Nadia Masini ha ricordato infine come sia intenzione dell'associazione invitare nelle prossime settimane, prima della prossima scadenza elettorale, i candidati alla carica di sindaco affinchè illustrino ed espongano la loro idea e i programmi per il governo della città.

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