Terme di Castrocaro, "il rilancio è possibile solo privatizzando"

Guglielmo Russo: "Il sindaco ci ha comunicato che quella nota del Ministero dei Beni Culturali non sia ostativa all'alienazione delle quote

La società delle Terme di Castrocaro Spa è al centro di un’interrogazione in consiglio provinciale presentata dai capigruppo della Lega Nord Gian Luca Zanoni, di Rifondazione Comunista Pier Giorgio Poeta e dal consigliere della Lega Nord Francesco Billi. Nel documento si legge che “gli edifici storici, architettonici e ambientali delle Terme di Castrocaro potrebbero essere già sottoposti a vincolo di tutela, contrariamente a quanto ipotizzato fino ad oggi, pertanto il Padiglione delle Feste, Parco, Grand Hotel e vecchio stabilimento termale godrebbero di salvaguardia dal gennaio 2004. La direzione generale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emila-Romagna potrebbe comunicare l’esistenza del vincolo e la sua retroattività”.

Pertanto “la conferma del vincolo potrebbe condizionare in maniera rilevante la vendita, già deliberata, delle azioni di Terme Spa, attualmente in mano pubblica (la Provincia Forlì-Cesena detiene il 10,20%)”. La richiesta è di conoscere “la posizione della Provincia alle luce dei nuovi elementi emersi e se la presenza del vincolo possa modificare nella sostanza il contenuto della delibera votata”. Infine “si chiede inoltre, se l’amministrazione intende considerare l’ipotesi di riportare in Consiglio Provinciale la delibera già approvata”.

Risponde il vicepresidente con delega alle Società partecipate Guglielmo Russo: “Il sindaco ci ha comunicato che quella nota del Ministero dei Beni Culturali non sia ostativa all’alienazione delle quote. La nota stessa si riferisce agli edifici, i muri, e non alle quote in una società. Come è noto, abbiamo deciso di alienare le quote, assieme al Comune di Castrocaro e Regione, in quanto queste non rientrano nella mission specifica della Provincia: è questa la nostra motivazione. Ma questa operazione deve stare dentro un contesto di valorizzazione delle terme di Castrocaro, con una garanzia di fruibilità del bene pubblico. Abbiamo bisogno però di riqualificare l’intera offerta termale del Comune: non sciupiamo quest’occasione, fatta dalla presenza di un privato che ha già effettuato grossi investimenti. Viceversa una proprietà pubblica avrebbe seri problemi di risorse per questo tipo di riqualificazione complessiva”.

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Il consigliere Francesco Billi si è detto insoddisfatto: “Nel merito politico resto perplesso. Vendiamo delle quote di una società immobiliare, il cui valore sta proprio nei beni immobili e nel loro valore storico. Quindi dire che l’alienazione delle quote è altro da quel patrimonio è una forzatura che facciamo in nome di un privato che si dice ha investito già tanti soldi, quando in verità i soldi sono stati investiti su una sua strategia, quella del wellness, mentre tutto l’aspetto ereditato dal pubblico, vale a dire le terme, non sono mai state sviluppate”.
 
 

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