"Bando periferie", spiraglio dal premier Conte. Di Maio: "La battaglia continua"

"Il Governo sta tentando di differire al 2020 l’efficacia delle convenzioni concluse con il decreto Milleproroghe", evidenziano i dem forlivesi, che hanno depositato una mozione in Consiglio comunale

Una mozione in difesa del "Bando periferie". E' quanto ha depositato martedì in Consiglio comunale il gruppo consiliare del Pd. "Il Governo sta tentando di differire al 2020 l’efficacia delle convenzioni concluse con il decreto Milleproroghe", evidenziano i dem, difendendo l'investimento complessivo da 8,3 milioni di euro che spetta a Forlì per realizzare 12 progetti di riqualificazione.

"Questa scelta, del tutto arbitraria e sproporzionata, non solo lede il rapporto di leale collaborazione tra enti, ma determina nei fatti la revoca – e non la semplice sospensione – del processo di realizzazione della convenzione riguardante la nostra città. Secondo uno studio dell’Anci  - sottolinea il Gruppo in una nota - il valore che si sarebbe generato dagli interventi ora annullati si sarebbe attestato attorno ai 9 miliardi di euro, e, sulla base dello stato di avanzamento dei progetti, le amministrazioni vincitrici del bando hanno già contrattualizzato già impegni per oltre 42 milioni di euro".

"Anche l’amministrazione comunale di Forlì ha già impegnato e speso importanti risorse per la realizzazione delle opere - proseguono i dem -. A poco vale l'intesa verbale raggiunta tra Anci e il premier Giuseppe Conte, se non suffragata da atti concreti che al momento non ci sono nonostante la possibilità di inserire già a partire dal decreto Milleproroghe una norma a garanzia che i fondi saranno garantiti. Rimane il fatto che il patto sottoscritto non verrà rispettato, comportando comunque ritardi, disagi e difficoltà nella gestione di quei progetti”.

"Sottolineata l’importanza che il progetto di riqualificazione del centro storico riveste per lo sviluppo urbano della città e la necessità che non venga ulteriormente rimandato o cancellato - sostengono i consiglieri dem - chiediamo al sindaco di continuare ad insistere nel manifestare al Governo e ai parlamentari eletti nella nostra regione l’assoluta contrarietà del Comune di Forlì al provvedimento".

"La battaglia continua - evidenzia il parlamentare forlivese Marco Di Maio -. Sui fondi per le città e per le periferie si gioca una partita che riguarda tutti noi. E per questo insisto, nonostante l'ennesima retromarcia del Governo che incontrando un delegazione dei sindaci ha ammesso la volontà di tagliare un miliardo e 600 milioni di euro ai Comuni promettendo (senza nulla di scritto) che garantiranno quei soldi in tre anni". Il deputato ha presentato un ordine del giorno (da regolamento un parlamentare può presentare uno solo a propria firma) che punta ad impegnare formalmente il governo ad assicurare gli 8 milioni e 300 mila euro che spettano a Forlì.

"Ne abbiamo fatti presentare altri per Ravenna (12,3 milioni), Rimini (18), Cesena (2) - precisa ancora Di Maio -. Per la Romagna quel bando significa oltre 40 milioni di euro di investimenti, che servono per riqualificare intere aree delle nostre città, innescando ulteriori investimenti da parte di altri enti per importanti pari ad almeno il doppio del valore. Significa creare occasioni di lavoro, occupazione, opportunità; significa dare risposte ai bisogni delle persone. Bloccare, rallentare e frenare tutto questo sarebbe un errore".

Di Maio specifica che "lo ha ammesso anche il Governo incontrando Anci e dicendo che il taglio dei fondi non ci sarà, perchè in un prossimo provvedimento scriveranno che quei soldi saranno garantiti su tre anni. Abbiamo chiesto di tradurre quell'impegno generico, senza nulla di scritto, in una norma da inserire al decreto 'Milleproroghe'. Ci hanno detto di no, perchè il Governo ha dato la sua parola: e mi fermo qui, perchè rispetto le istituzioni e non voglio polemizzare su quanto valga la parola del governo". Il parlamentare promette "battaglia: si cambiano le carte in tavola nonostante i patti sottoscritti e non mi sta bene, come anche a molte altre persone".

Le associazioni

La situazione di stallo preoccupa fortemente Cna e Confartigianato. Le due associazioni si dicono "allarmate per l’impatto che ciò potrebbe avere sulle piccole imprese oltre che sul territorio in generale". Come dichiarano Lorenzo Zanotti, presidente di Cna Forlì-Cesena e Luca Morigi, presidente di Confartigianato Forlì, "la nostra preoccupazione è grande, anche perché questi progetti sono stati pensati con un metodo di co-finanziamento che prevede il coinvolgimento di diversi enti: in questo modo, con un meccanismo virtuoso, gli 8,3 milioni destinati a Forlì diventerebbero 16, in pratica raddoppiando l’impatto positivo. Se salta il finanziamento statale, già deliberato, perderemo anche i restanti contributi: sarebbe un duro colpo per la città e il territorio. Come rappresentanti delle micro piccole medie imprese fortemente radicate nel territorio, abbiamo sempre promosso la co-progettazione e i progetti di comunità, non possiamo quindi che esprimere grande preoccupazione per le ricadute negative sulle imprese e sulla comunità nel suo complesso. Stiamo seguendo di ora in ora l’evoluzione della discussione parlamentare, e le notizie si susseguono. Confermiamo i nostri timori per il fatto che queste risorse non siano immediatamente disponibili, registriamo con attenzione la disponibilità da parte del premier Conte – in occasione di un recente incontro con l’Anci – a recuperarle attraverso altri provvedimenti. Chiediamo che questa promessa venga accompagnata dai necessari impegni e coperture normative. Continueremo a sostenere questa possibilità, assieme a tutti coloro che si sono adoperati in tal senso fino ad oggi".

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