Bando periferie e fondi milionari per Forlì a rischio, Drei: "Forte preoccupazione. Così si blocca lo sviluppo della città"

Lunedì pomeriggio nella Commissione Affari costituzionali e Bilancio alla Camera, la maggioranza ha respinto tutti gli emendamenti presentati per assicurare alle città i fondi che erano già stati assegnati

"Forte preoccupazione". Il sindaco Davide Drei è intervenuto così martedì pomeriggio in Consiglio comunale sul "bando periferie" contenuto nel decreto Milleproroghe, con gli stanziamenti già assegnati dal precedente governo e di fatto cancellati da quello attuale. Lunedì pomeriggio nella Commissione Affari costituzionali e Bilancio alla Camera, la maggioranza ha respinto tutti gli emendamenti presentati per assicurare alle città i fondi che erano già stati assegnati. E' stata bocciata ogni proposta di modifica e respinti gli emendamenti che miravano a salvaguardare gli oltre 40 milioni di euro destinati alla Romagna tra Forlì, Ravenna, Rimini e Cesena.

"Si tratta di risorse che rischiano di essere cancellate - ha rimarcato Drei -. Sto seguendo l'evolversi della situazione e la preoccupazione è cresciuta dopo la bocciatura in Commissione Affari Costituzionali e Bilancio alla Camera degli emendamenti presentati per assicurare i finanziamenti assegnati per la realizzazione dei progetti di riqualificazione e messa in sicurezza. Per il Comune di Forlì parliamo di 8,3 milioni di euro, destinati a 12 progetti urbanistici per noi strategici, finalizzati al recupero e alla valorizzazione di porzioni importanti della città, alcuni dei quali si trovano in una fase procedurale avanzata, poichè, facendo affidamento sulla piena ed effettiva titolarietà del finanziamenti e dell'efficacia degli obblighi convenzionali, sono stati avviati e appaltati, anche in co-fenzionamento con soggetti privati".

Il primo cittadino ha comunicato di aver scritto una lettera al premier Giuseppe Conte e al presidente della Camera Roberto Fico, chiedendo di "rispettare il patto con la città di Forlì e dunque di modificare la norma". "Bloccare i finanziamenti destinati alla realizzazione di opere, con un impatto diretto sulla qualità della vita dei citta e capace di generare economica e lavoro, significa privare il territorio di concrete possibilità di crescita e sviluppo". Martedì una delegazione dell'Anci ha incontrato il premier Conte. "I sindaci sono pronti alla mobilitazione per difendere i patti sottoscritti e le città. L'auspicio è che si arrivi ad una scelta di buon senso e di dirittio si arrivi alla revoca dei fondi, consentendosi di far partire i cantieri e di realizzare gli interventi a beneficio della città". 

Marco Di Maio, deputato e segretario della Commissione Affari costituzionali, che ha seguito e sta seguendo da vicino l'evolversi del dibattito attorno ai finanziamenti per i progetti delle città romagnole (e non solo), ha presentato anche un emendamento specifico per tentare di salvaguardare i progetti per Forlì.  "Parliamo di 8,3 milioni di euro dallo Stato che con i co-finanziamenti di altri enti diventerebbero 16, necessari per realizzare 12 progetti che vanno dalla riqualificazione del Foro Boario fino al completamento del Campus universitario - spiega il deputato romagnolo -. Progetti presentati dall'Amministrazione comunale, inseriti in una graduatoria di finanziamento nazionale pubblicata in Gazzetta ufficiale, le cui 'coperture' sono state certificate dalla Corte dei Conti. A suggellare il tutto, poi, la firma di una convenzione tra il sindaco e la Presidenza del Consiglio. Ora si vuole violare il patto tra la città e lo Stato solo per la furia di cancellare ciò che è stato fatto dal governo e dal parlamento precedenti, in barba all'impatto che ciò avrà sui cittadini e sulle comunità locali. Faremo valere le nostre ragioni nel dibattito in aula - assicura il parlamentare romagnolo -: i patti si rispettano, sopratutto se a firmarli è lo Stato per realizzare opere che interessano tutti i cittadini, di ogni colore politico". 

"Salvare il Bando Periferie è l'obiettivo dell'azione del Pd rispetto al Decreto Milleproroghe, che metterebbe a rischio su base nazionale il finanziamento di 1,6 miliardi e nello specifico per i progetti della Regione Emilia-Romagna 120 milioni di euro - ha evidenziato il consigliere regionale dem, Valentina Ravaioli -. Siamo di fronte ad un vero e proprio furto ai danni delle comunità è impensabile che il Governo scippi ai territori fondi che garantiscono sicurezza e miglioramento della vita dei cittadini. Proprio per ribadire il sostegno ai Comuni nella battaglia per il bando delle periferie abbiamo chiesto, attraverso una risoluzione, (che vede come prima firmataria la consigliera regionale Nadia Rossi), l’impegno della Regione in tutte le sedi istituzionali affinché gli enti locali non vengano privati di fondi necessari per rendere più sicure e vivibili le aree urbane che soffrono situazioni di degrado economico e sociale. La sicurezza si fa da un lato attraverso il mantenimento dell’ordine pubblico e dall’altro attraverso processi di riqualificazione urbana. I fondi per le periferie servivano proprio a questo".

"I Comuni non hanno certamente bisogno di ulteriore incertezza giuridica e finanziaria, visto che sono stati negli ultimi anni l’architrave per la revisione della spesa pubblica nazionale - prosegue l'esponente dem -. Lega e Movimento 5 Stelle attraverso queste assurde politiche stanno buttando al vento progetti importanti per i territori solo per racimolare un po’ di soldi per mantenere vive le loro mirabolanti promesse. Nella risoluzione sollecitiamo il Governo affinché in tutte le città coinvolte arrivino i finanziamenti già previsti, proprio per non minare ulteriormente il già logoro rapporto di fiducia dei cittadini nelle istituzioni".

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