Calderoni: "Salvini due volte a Forlì? E' debolezza, vuol dire che non ti fidi del candidato locale"

La sua venuta due volte in città non è un indice di forza, ma di debolezza, perché quando punti tanto al leader nazionale vuol dire che non ti senti sicuro del tuo candidato locale.

Ha parlato davanti al popolo del Partito Democratico e del centro-sinistra Giorgio Calderoni, sul palco di piazza Saffi. Con piglio più sicuro del solito e sul filo dell’autoironia sulla sua cronica incapacità di rispettare tempi contingentati, il candidato sindaco è giovedì sera andato all’attacco del suo avversario al ballottaggio, Gian Luca Zattini, con a fianco lo stato maggiore del Pd forlivese, il sindaco uscente Davide Drei, il deputato Pd Marco Di Maio e l’ex ministro Carlo Calenda. Calderoni ha spiegato di aver iniziato a pensare a cosa dire sul palco mentre alle sei e mezza di mattina camminava col cane Buck: “Il primo pensiero è stato: ‘Mi sono stufato di parlare di Salvini’. La sua venuta due volte in città non è un indice di forza, ma di debolezza, perché quando punti tanto al leader nazionale vuol dire che non ti senti sicuro del tuo candidato locale. Fanno così perché temono di perdere a Forlì, come hanno perso a Meldola dopo 10 anni di sindaco Zattini?”.

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Messo da parte il fair play della prima parte della campagna elettorale, Calderoni definisce la campagna dell’avversario “aggressiva, divisiva e sprezzante delle regole”, per cui “Zattini non può dirsi un ‘sindaco di tutti’, come sostiene". Applauso scosciante del pubblico quando fa riferimento ai bambini messi sul palco di Salvini martedì scorso, tra cui la nipotina del candidato di centro-destra. “Non ha esitato a mettere in campo bambini e ragazzini. Pure io ho il mio nipotino qui, ma è tra di voi, nella piazza, non qui sul palco”, ha detto Calderoni.

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Nel suo discorso anche un invito all’elettorato che non lo ha scelto al primo turno: “Alternativa per Forlì ha indicato che mi appoggerà, mi impegno a raccogliere le loro sollecitazioni programmatiche, non mi sfugge l’importanza di ricomporre nella nostra città un’alleanza di centro-sinistra più ampia”. Un riferimento anche a Marco Ravaioli e ai 22 candidati della sua lista “Forlì SiCura” che si sono dissociati dal sostegno a Zattini ed infine i 5 stelle: “Vergini ha detto che non sceglieranno né me, né Zattini. Rispetto questa scelta, chiedo solo agli elettori 5 stelle di confrontare il mio programma con quello del loro movimento”.

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E continua, in riferimento alla doppia visita del leader del Carroccio in città: “Due volte in un mese, Forlì è per loro un obiettivo nazionale, un ponte per conquistare in futuro la regione, non dobbiamo permettere che questo accada”. Infine, ironizzando tra il ballottaggio e i suoi due matrimoni, così come all’ingresso nella magistratura amministrativa al secondo tentativo di concorso: “Sono abituato al secondo tentativo, quando le cose mi riescono meglio”. E conclude: “Non vedo l’ora di fare il sindaco da martedì della prossima settimana”.

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