Camere di Commercio, accolte dal governo le proposte di Di Maio: spinta sulle fusioni

Il testo finale dell’emendamento, infatti, oltre a prevedere una riduzione del diritto camerale del 35% per il 2015, del 40% per il 2016 e del 50% per il 2017, stabilisce che “tariffe e diritti sono fissati sulla base di costi standard definiti dal ministero dello sviluppo economico”

Primo tassello della riforma delle Camere di Commercio approvato in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. L’emendamento presentato dal parlamentare Marco Di Maio, componente della Commissione, per spalmare su tre anni il dimezzamento del diritto camerale (l’imposta annuale pagata da tutte le imprese per l’iscrizione al registro delle imprese che rappresenta la principale fonte di entrata per le Camere di commercio), è stato accolto assieme ad altri, recependo anche gli stimoli lanciati in questi giorni.

Il testo finale dell’emendamento, infatti, oltre a prevedere una riduzione del diritto camerale del 35% per il 2015, del 40% per il 2016 e del 50% per il 2017, stabilisce che “tariffe e diritti sono fissati sulla base di costi standard definiti dal ministero dello sviluppo economico” e inoltre si aggiunge che si devono perseguire “criteri di efficienza da conseguire anche attraverso l’accorpamento degli enti e degli organismi del sistema camerale e lo svolgimento in forma associata delle funzioni”. Dunque via libera alle fusioni, aggregazioni e gestione comuni di servizi, come proposto nei giorni scorsi per il 'caso' della Romagna.

“Sono molto soddisfatto di come il Governo ha recepito le istanze che avevo posto - commenta Marco Di Maio - non solo perché con la gradualità del dimezzamento c’è possibilità di affrontare con più tranquillità la riforma che il governo ha varato attraverso il disegno di legge, ma anche e soprattutto perché il Governo ha voluto riformulare l’emendamento rafforzandolo e stabilendo che devono essere stabiliti dei costi standard, si deve procedere con accorpamenti tra camere di commercio, si devono gestire funzioni in forma associata. Esattamente ciò che abbiamo proposto di fare in Romagna, a partire da subito. Ora avanti con coraggio e senza paura, valorizzando le professionalità di cui disponiamo e le buone pratiche che abbiamo messo in atto in questi anni”.

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