Camion-vela di Fratelli d'Italia sequestrato, il partito vince in tribunale: "Impedita la nostra campagna elettorale"

Il Giudice di Pace di Forlì ha emesso sentenza, notificata nei giorni scorsi, mediante la quale ha annullato il provvedimento con cui la Polizia Municipale di Forlì aveva disposto il sequestro mediante ritiro della carta di circolazione del mezzo

Il Giudice di Pace di Forlì ha emesso sentenza, notificata nei giorni scorsi, mediante la quale ha annullato il provvedimento con cui la Polizia Municipale di Forlì aveva disposto il sequestro mediante ritiro della carta di circolazione del mezzo adibito a camion vela da Fratelli d’Italia durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative. Lo fa sapere lo stesso partito. Il fermo venne realizzato il 24 maggio, ovvero durante l’ultimo giorno della campagna del primo turno, ed ha impedito al partito di utilizzare il mezzo per tutta la durata del turno di ballottaggio durante il quale la Polizia Municipale eseguì anche la contestata azione di oscuramento dei maxi manifesti del candidato sindaco Gianluca Zattini.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

“Abbiamo ottenuto giustizia, e anche piuttosto velocemente - dichiara Francesco Minutillo, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia ed autore del ricorso -. La Polizia Municipale era particolarmente scatenata contro di noi in quei giorni e marcava a vista il nostro camion vela inventandosi continuamente pretesti e contestazioni infondate per impedire a Fratelli d’Italia di svolgere serenamente la propria campagna elettorale – spiega Minutillo -. Dopo non esser riusciti nel loro intento ed essendo oramai giunti alla fine del primo turno di elezioni, si inventarono di sana pianta la balla del “mutamento di destinazione d’uso” del veicolo sostenendo che il camion  con funzioni di carico e scarico fosse stato trasformato in camion vela solo perché sulle pareti del cassone erano stati affissi i cartelloni propagandistici. A nulla è valso evidenziare come il veicolo non fosse stato minimamente alterato. Si trattava di una fandonia colossale, un provvedimento arbitrario e  talmente in mala fede che, appena abbiamo depositato il ricorso, il giudice ne aveva disposto l’immediata sospensione cautelare (ma oramai si era giunti al 11 giugno) e, dopo la discussione, il Giudice ha incontrovertibilmente certificato come “non vi è stata alcuna modifica delle caratteristiche costruttive e funzionali del mezzo essendo stato utilizzato materiale adesivo rimuovibile”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Il bollettino più nero per Forlì: tre morti. Deceduto anche un ragazzo di 26 anni, attivo negli Scout

  • Il coronavirus si è portato via il direttore di Romagna Acque Andrea Gambi

  • Coronavirus, oltre 30 positivi in più. Un morto a 'Villa Serena': scattano le massime misure di sicurezza

  • Coronavirus, si aggrava il bilancio delle vittime: tre morti nelle ultime 24 ore

  • Aziende, il premier firma il decreto: ecco le attività che possono restare aperte

  • Esplosione di contagi alla casa di riposo di Rocca San Casciano: 16 positivi, scatta l'isolamento

Torna su
ForlìToday è in caricamento