Capitale italiana della cultura 2021: "Candidatura frettolosa per l'Unione dei Comuni del Forlivese"

"La recente candidatura poi, così frettolosa e poco lungimirante, caldeggiata quasi a dover far da collante ad una realtà in disfacimento, rischia seriamente di essere rovinosa"

"L’Unione dei Comuni della Romagna forlivese candidata  Capitale Italiana della cultura? C’è chi ha detto che  sarebbe un giusto riconoscimento per questo sodalizio così bistrattato. Forse si ignora che le critiche indirizzate all’Unione, susseguitesi negli anni, non facevano certo riferimento al patrimonio culturale, turistico e storico dei comuni che la compongono; ma a ben vedere attingevano all’impianto amministrativo complessivo". Lo dichiara in una nota Riccardo Merendi, Consigliere dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese e Coordinatore per Fratelli d’Italia nella Vallata del Montone.

"Sono state evocate dalla non rispondenza di questo ente al requisito principe pensato dal legislatore: essere strumento  dell’intercomunalità. Questa Unione è sempre stata un crogiolo dove si perdevano e fondevano, per confondersi,  funzioni  e servizi conferiti, dove le soluzioni strategiche ed organizzative adottate, non hanno migliorato il quadro d’uso delle risorse.  Non è mai stata, per come concepita,  la somma armonica delle singole peculiarità e potenzialità territoriali. La recente candidatura poi, così frettolosa e poco lungimirante, caldeggiata quasi a dover far da collante ad una realtà in disfacimento, rischia seriamente di essere rovinosa per un territorio che avrebbe in sé, potenzialmente,  tutti i requisiti per ricoprire l’ambito ruolo. Forlì è una città dalla storia millenaria, reperti archeologici dimostrano che è stata abitata sin dal Paleolitico. Cuore della Romagna, è divenuta nei secoli, un centro culturale, accademico ed enogastronomico di eccellenza. Piazza Saffi, una delle più grandi d’Italia è stata teatro di sanguinose lotte tra Guelfi e Ghibellini. Come non citare poi l’Abbazia di San Mercuriale, Palazzo Paulucci di Calboli, la Cattedrale di Santa Croce, Palazzo Romagnoli,  il Complesso San Domenico, la Rocca di Ravaldino,  senza considerare che il “Sommo Poeta”, “Padre della lingua italiana” Dante Alighieri, trovò rifugio in questo territorio e ne tesse le lodi nella Divina Commedia.  È  un patrimonio artistico-culturale di indubbio valore che, unito alle bellezze della Romagna Toscana e degli altri territori che compongono l’Unione, ne fa un territorio generoso ed unico.  Sarebbe sicuramente il giusto riconoscimento per la nostra Unione! Ed è per questo che sono sbagliati tempi e modi".

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