Faro di Rocca delle Caminate, per Forza Nuova "un fascio di luce sull'ipocrisia"

I militanti forzanovisti forlivesi hanno espresso il loro parere favorevole, recandosi direttamente all'ingresso del castello nella serata di lunedì ed illuminando il buio che ricopre l'intera area con alcune torce luminose verdi, bianche e rosse

Anche Forza Nuova si inserisce all'interno del dibattito sulla riaccensione del faro di Rocca delle Caminate. I militanti forzanovisti forlivesi hanno espresso il loro parere favorevole, recandosi direttamente all'ingresso del castello nella serata di lunedì ed illuminando il buio che ricopre l'intera area con alcune torce luminose verdi, bianche e rosse. Chiaro dunque il richiamo al raggio di luce tricolore emanato dal faro installato sulla torre che, durante il periodo fascista, segnalava la presenza alla rocca di Benito Mussolini, così come chiaro il messaggio dei forzanovisti espresso sullo striscione srotolato per l'occasione e recante la frase "un fascio di luce sulla vostra ipocrisia".

"Il faro di Rocca delle Caminate non ha solo una valenza storica importante ma rappresenta indubbiamente una grande opportunità per i piccoli comuni di Meldola e Predappio di incentivare il loro turismo con un'inevitabile opportunità di guadagno - spiega Giuseppe Esposito, responsabile provinciale di Forza Nuova -. Mentre vi è chi ne contesta l'accensione spostando la discussione sul piano politico ed ideologico, noi crediamo invece che in piena crisi economica sia necessario valorizzare le opere storiche, a qualsiasi periodo appartengano, ed utilizzarle come mezzo per incentivare il turismo ed il commercio, salvaguardando così la microeconomia del paese che già vive di stenti".

"Oramai sono in tanti ad essersi rotti le scatole di questa ipoteca antifascista e della sua retorica lontana dalle reali necessità del cittadino; la gente non ha paura di un faro, tantomeno ha paura del passato, ma semmai si preoccupa di un futuro prossimo incerto e di non sapere cosa mettere sul piatto dei proprio figli quando arriva l'ora di cena - conclude Esposito -. È giunto il momento di decretare la fine di questa italietta e dell'ipocrisia che l'accompagna ripartendo proprio dalla difesa del nostro enorme patrimonio storico, nonché da quello religioso e culturale. In un periodo buio e tenebroso ben venga una luce che illumini le menti ed apra gli occhi sulle tante crepe procurate al nostro paese negli ultimi 70 anni."

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