Inceneritore e rifiuti, il Movimento 5 Stelle: "Tutto fumo e niente arrosto"

Secondo gli esponenti pentastellati l'"ennesima promessa" del governatore Bonaccini e dell'assessore Gazzolo di raggiungere "l'obiettivo di arrivare al mantenimento in funzione di un inceneritore soltanto a Forlì" altro non è che "fumo negli occhi"

“Prendiamo atto che l'assessore regionale Paola Gazzolo e il governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che hanno sfilato per l'ennesima volta in Municipio fra i flash dei fotografi, non hanno fornito alcuna rassicurazione sull'annunciata chiusura di almeno uno dei due inceneritori di Forlì. Anzi ci hanno comunicato due notizie che non rassicurano. La prima è che nel caso si proceda allo spegnimento entro il 2018 dell’inceneritore di Ravenna il trasferimento di una parte dei rifiuti toccherà proprio all'impianto di Forlì. La seconda notizia è che il cosiddetto termovalorizzatore di Forlì manterrà la capacità massima di trattamento attualmente autorizzata di 120 mila tonnellate annue per i prossimi 5 anni. Ovvero, dal nostro punto di vista, soltanto pessime notizie per i cittadini forlivesi”. E' il commento di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.

Secondo gli esponenti pentastellati l'“ennesima promessa” del governatore Bonaccini e dell’assessore Gazzolo di raggiungere “l’obiettivo di arrivare al mantenimento in funzione di un inceneritore soltanto a Forlì” altro non è che “fumo negli occhi”. “Siamo molto preoccupati e perplessi per la contentezza manifestata dagli amministratori del Pd di aver evitato il potenziamento al massimo strutturale soltanto per i prossimi 5 anni - evidenziano -. Quindi l’ inceneritore di Forlì per gli ultimi anni di vita (forse il 2025, come da decreto attuativo “sblocca italia”), brucerà ed inquinerà alla sua massima potenza, come voluto dal Presidente del Consiglio Renzi (Pd) e da tutto l’entourage Pieddino in Regione, dove non si è nemmeno provato ad osare una legge innovativa, visto che gli inceneritori rimangono delle industrie insalubri ma “privilegiate” dal punto di vista economico”: aggiungono i  consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“E - proseguono ci lasciano perplessi soprattutto le parole del presidente di Herambiente, Filippo Brandolin, che avrebbe considerato come “assolutamente marginale” l'apporto delle emissioni in atmosfera dell’inceneritore del loro gruppo nella fase di emergenza nazionale per la cappa di smog che fino a pochi giorni fa ristagnava nella pianura Padana ed anche a Forlì, ovviamente. Perchè a nostro parere le sostanze prodotte dalla combustione di incenerimento sono – anche al di sotto dei limiti di legge – comunque nocive e pericolose per la salute umana e l'equilibrio ambientale, come ci ha più volte ricordato l'Associazione dei Medici per l’Ambiente, e l'oncologa Patrizia Gentilini, in particolare”.

“E mentre apprendiamo che la stessa Herambiente ha completato in queste ore l’acquisizione di alcuni rami d’azienda ambientali da Geo Nova Spa (l' azienda di Treviso che si occupa della raccolta, cernita, pretrattamento e stoccaggio di rifiuti riciclabili di varia provenienza e che ha trattato complessivamente una mole di 150 mila tonnellate di rifiuti soltanto nel 2014) continuiamo a ritenere politicamente rilevante e per noi ininfluente quella che lo stesso sindaco Drei ha chiamato un’ “alleanza” fra il Comune di Forlì e la Regione. Una convergenza politica all'insegna del motto “la società post-incenerimento” che a nostro parere altro non è che un semplice e vuoto slogan da dare in pasto ai cittadini. Visto che oggi, come per i prossimi 5 anni, una cosa è sicura: gli inceneritori funzioneranno a pieno regime e il Gruppo Hera e le sue derivate si rafforzano nel business dei rifiuti”, concludono i consiglieri comunali  Benini e Vergini.

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