Castrocaro, il sindaco Tonellato: "Abbiamo scelto di affrontare il tema dei chioschi dopo anni di immobilismo"

"In altre località, sia marittime che dell’entroterra, la diatriba “chioschi si, chioschi no” è cosa ormai vecchia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Questa Amministrazione ha letto e ascoltato con attenzione i rilievi che la minoranza di Casa Civica  ha espresso nei confronti del nuovo bando per i cd  “chioschi” per la vendita di prodotti enogastronomici su suolo pubblico, perché questa Giunta considera importante il ruolo della minoranza consigliare, benché queste osservazioni siano pervenute ben oltre i tempi stabiliti e pertanto, anche volendolo, tale ritardo ha reso impossibile qualunque modifica degli atti.

Detto ciò, questa Amministrazione sottolinea la diversa impostazione culturale e programmatica rispetto al gruppo consigliare di centro destra, in quanto ritiene che non intervenire ed impedire di favorire nuove strutture che possono essere competitive e riempitive di un’offerta (enogastronomica, ma non solo), equivalga ad impedire di fatto la creazione di nuovi posti di lavoro e di uno sviluppo del territorio che, oramai, ha luogo ovunque, dai  Comuni più grandi a quelli più piccoli (i chioschi, di fatto, esistono un po’ dappertutto da anni). Tanto è vero che nel nostro Comune il discorso languiva nei cassetti da decenni, senza che nessuno avesse mai avuto il coraggio di tradurlo in pratica.
Tale progettualità, peraltro, va di pari passo con il bando che stanzia contributi per l’apertura di nuove attività commerciali, artigianali di produzione e vendita, artigianali di servizio, volte ad incentivare la nascita di nuove attività, nella consapevolezza che in questo campo, come in altri, è la concorrenza (sana) a favorire lo sviluppo, e mai l’immobilismo e la conservazione dello status quo. Un esempio per tutti: dal punto di vista termale, Bagno di Romagna, conta una concorrenza fra i poli termali che è il principale motivo di gratificazione (economica e turistica) del Comune. Lo si vede dai numeri. 

In altre località, sia marittime che dell’entroterra, la diatriba “chioschi si, chioschi no” è cosa ormai vecchia; si scelse anni fa fra l’immobilismo, che sicuramente è politicamente accattivante, e fra chi si assunse la responsabilità di avere una visione a lungo termine, sebbene nel breve periodo possa apparire impopolare, prediligendo la seconda ipotesi. 

Si parta, quindi, con i chioschi, e poi si veda; aggiustare il tiro è sempre possibile, qualunque regolamento non è scolpito nella pietra. Ci si goda piuttosto in questi giorni la Mostra di Leonardo, frutto di tanta fatica: ma che bello scoprire le macchine del genio vinciano proprio nel cuore della Romagna Toscana, dove i Medici vollero la loro “città ideale”, magari scoprendo un unicum italico: la scala a doppia elicoide proprio su disegno leonardesco, anche quella resa sconosciuta da anni di oscurantismo culturale e progressista!

Marianna Tonellato - Sindaco di Castrocaro

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