Castrocaro, Terme verso la privatizzazione? Intanto c'è il divieto di accesso al parco

"Proprietà privata. Divieto di ingresso al Parco. Accesso consentito alla clientela del Grand Hotel e alla clientela termale". Ecco cosa c'è scritto su alcuni cartelli che da 3 giorni sono stato esposti all'ingresso delle Terme di Castrocaro, dalla gestione, la società Salsubium

“Proprietà privata. Divieto di ingresso al Parco. Accesso consentito alla clientela del Grand Hotel e alla clientela termale”. Ecco cosa c'è scritto su alcuni cartelli che da 3 giorni sono stato esposti all'ingresso delle Terme di Castrocaro, dalla gestione, la società Salsubium. Lo conferma il primo cittadino del Comune termale, Luigi Pieraccini: “Non c'è ancora l'apertura definitiva di tutte le strutture – spiega a Forlitoday – e la decisione è stata presa per motivi di sicurezza, sembra solamente fino all'apertura definitiva”.

Pieraccini non vede un possibile rischio che il Parco delle Terme resti definitivamente chiuso al pubblico. Lunedì pomeriggio, nell'incontro con Salsubium, verrà chiarito anche questo aspetto. Intanto però tra i cittadini si è diffuso il malumore per la comparsa dei cartelli e il consigliere di minoranza, Francesco Billi, che sulla sua bacheca Facebook raccoglie anche le lamentele dei cittadini, scrive: “Il Parco delle Terme è dei cittadini di Castrocaro, non è un giardino privato, nè può essere messo in vendita”.

La proprietà di tutto il complesso è di Terme spa, di cui Salsubium ha il 49% e in più la gestione di tutto il complesso, terme, parco, Grand Hotel e piscina. Billi afferma che il cartello ha suscitato le critiche di “cittadini, visitatori e operatori turistici”, mettendo in luce il fatto che non ci sono indicazioni su una prossima apertura del parco e parla di “Prove di privatizzazione” “Se privatizziamo il parco e il patrimonio storico delle Terme ci priveremo per sempre di una parte essenziale della nostra identità turistica e culturale. Lo chiedono i cittadini e la politica locale, se ha un minimo di decenza civica, non può ignorare questa richiesta”, conclude Billi.

CONSIGLIO PROVINCIALE - Il caso è stato discusso anche durante il consiglio provinciale. La Provincia di Forlì-Cesena partecipa al capitale della società “Terme di Castrocaro SpA” con 56.615 azioni ordinarie, per un valore nominale di 566.150 euro, pari al 10,2% del capitale sociale. L’ente è socio assieme ad altri enti pubblici, che detengono in totale il 51% della proprietà della società termale (questa l’attuale compagine societaria: Salsubium SpA 48,997%, Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole 30,6%, Provincia di Forlì-Cesena 10,2%, Regione Emilia Romagna 10,2% Terme di Agnano SpA 0,003%).

La delibera del Consiglio Provinciale autorizza la dismissione dell’intera quota di partecipazione. Tale scelta è stata effettuata anche dal Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole e dalla Regione Emilia Romagna per le quote di loro competenza ed è quindi inserita in un percorso comune. La vendita avverrà con un’asta pubblica con il metodo delle offerte segrete in aumento rispetto al prezzo a base d’asta. La delibera è stata approvata con i voti favorevoli di Pd e Idv; astenuta Maria Grazia Bartolomei (Udc) e Veronica Gamberini (Pd). Escono dall’aula PdL, Lega Nord e Rifondazione Comunista.
 
Ha presentato la delibera l’assessore all’Amministrazione Maurizio Castagnoli: “Le terme di Castrocaro sono in una fase delicata. Da tempo il socio privato ha presentato un piano di investimenti che deve essere approvato. Per il Comune è obbligatoria la cessione delle proprie quote in quanto la società ha presentato un triennio di bilanci in negativo. Questo mette in difficoltà gli altri enti soci, in quanto viene a mancare il socio pubblico di riferimento. Tutto sommato era una decisione che avevamo già preso, per esempio con la riduzione di quote in Terme Sant’Agnese, che pure sono in una situazione migliore. Un perito farà una valutazione patrimoniale della società e in base a questa perizia saranno messe a bando le partecipazione. E’ difficile pensare che arriveranno molte offerte – con il turismo termale in difficoltà, in un contesto in cui un privato ha un contratto di affitto fino al 2024 e vi è un socio forte col 48% della proprietà - ma l’asta pubblica è obbligatoria. Spero che l’operazione possa essere fatta senza preclusioni ideologiche per il bene di Castrocaro”.
 
Ha preso la parola per prima Maria Grazia Bartolomei, capogruppo dell’Udc: “Cosa giusta sarebbe che le partecipazioni pubbliche siano in minoranza e transitorie per giungere a complete privatizzazioni. E’ difficile sostenere che queste partecipazioni siano fondamentali per perseguire i fini istituzionali della Provincia. Ci dobbiamo comunque porre il problema di far sì che un bene pubblico come l’acqua termale sia gestito in condizioni non monopolistiche, ma soprattutto in modo da consentire a tutti gli operatori del settore di beneficiare delle acque termali. Quindi che siano terme che siano fruite da tutti, così come per esempio il parco e il padiglione delle feste”.
 
Quindi Francesco Billi, consigliere della Lega Nord: “Non siamo d’accordo né nella procedura, né del principio. C’è un rischio forte che l’asta vada deserta e si vada poi a trattativa con un privato per un bene che non vuole nessuno e che quindi sia devalorizzato. Non siamo costretti a vendere, la legge dice che alla fine della procedura, se non si trova un acquirente - lo dico soprattutto per il Comune - il prefetto nomini un commissario ad acta. Bene, arriviamoci, che così almeno lo Stato ci mette la faccia. La comunità locale di Castrocaro non è d’accordo e noi usciamo dall’aula in quanto ci è stata anche negato l’accesso ad una commissione di controllo e questo rappresenta una strategia ben precisa”. Anche Valerio Roccalbegni, consigliere PdL, e Pier Giorgio Poeta, capogruppo di Rifondazione Comunista hanno annunciato l’uscita dall’aula.

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