Chiusura in musica per Bonaccini al Palafiera: "Come prima cosa un Patto per il clima"

L’evento, dal titolo "Per l’Emilia-Romagna. Non per altro", arriva in conclusione di una campagna elettorale partita dalla grande manifestazione del 7 dicembre in piazza Maggiore a Bologna

Ha scelto Forlì non a caso Stefano Bonaccini, per la chiusura della campagna elettorale, come quasi a voler dire di volersi riprendere idealmente uno dei due capoluoghi persi alle ultime elezioni amministrative di maggio. E al Palafiera ha deciso di mettere in campo prima di tutto la musica e lo spettacolo, lasciando il proprio intervento alla fine. Tante le bandiere che hanno sventolato al ritmo della musica di Alberto Bertoli e di Mirko Casadei, tra i circa 5.000 presenti al palazzetto dello sport forlivese. Di fronte al palco i vessilli di Pd, Italia Viva, Volt,Emilia Romagna coraggiosa e Verdi, oltre a qualche bandiera rossa qua e là con l'immagine di Che Guevara e uno stendardo del Pri con l'effigie di Mazzini. "Un amico e un grande amministratore", è così che Bertoli ha iniziato il concerto rivolgendosi a Bonaccini.

Musica ed autoironia

Circa un'ora di schitarrate di canzoni impegno sociale, con qualche sfumatura sul folk romagnolo, e l'immancabile "Bella ciao" prima dello spettacolo Gene Gnocchi, tutto  all'insegna dell'auto-ironia. E’ stato l’evento, dal titolo "Per l’Emilia-Romagna. Non per altro", con il quale è arrivata in conclusione di una campagna elettorale che, dalla grande manifestazione del 7 dicembre in piazza Maggiore a Bologna, ha visto il presidente uscente e ricandidato alla guida dell’Emilia-Romagna girare tutto il territorio regionale per correndo circa 15.000 km in 40 giorni.

VIDEO - Due Bonaccini sul palco, quello falso (Gene Gnocchi) e quello vero

Tra i brani cantati anche "Spunta la luna dal monte", portato al Festival di Sanremo nel 1991 da Pierangelo Bertoli con i Tazenda. "La nostra regione si chiama Emilia-Romagna, ma siamo un popolo solo", ha aggiunto Bertoli, chiamando sul palco Mirko Casadei, figlio di Raoul, il re del liscio. "Romagna capitale, Romagna ballerina, Emilia Romagna superstar", ad aprire lo show. E in allegria si è cantato "Romagna Sangiovese" e "Ciao mare". "Evviva l'Emilia Romagna, la regione più bella del mondo", è stato il saluto di Casadei. Finita la musica spazio alla satira di un Gene Gnocchi travestito da Bonaccini: "Zingaretti è vivo? Avevo altre informazioni", una delle battute. E ancora: "Sicurezza? Vado in giro con le guardie del corpo perché ho paura che si avvicinano i dirigenti del Pd". "Ottimismo per domenica? Ho fatto già domanda per il reddito di cittadinanza". Il tutto partito con "Siete in tanti, ho dovuto citofonarvi uno ad uno per farvi venire, spacciatori tunisini che non siete altro”.

"La prima cosa che farò è il Patto per il lavoro e il Patto per il clima"

Poi è salito il vero Bonaccini, per un comizio finale di 25 minuti, in cui ha concentrato i temi principali della sua campagna elettorale: l’anti-fascismo, ricordando di essere stato a Marzabotto venerdì mattina, l’asilo nido che deve diventare gratuito per tutti, “e in cui bisogna insegnare l’inglese”. Sulla sicurezza attacca: “La Lega  vuole armare i cittadini, è la resa dello Stato. Quando è andato al Pilastro non ha detto che il suo governo ha tolto i fondi per la riqualificazione delle periferie e non ha pagato gli straordinari alle forze dell’ordine”. Ed ancora: “In campo ci sono due idee diverse, la nostra è l’Emilia-Romagna, la loro il Lombardo-Veneto, due bellissime regioni che rispetto, ma preferisco la mia”.

Quindi un’incursione sulla scottante vicenda della telefonata agli amministratori di Jolanda di Savoia: “Non abbiamo mai guardato il colore politico dei territori, quando si governa un’istituzione lo si fa anche per chi non ti voterà mai”. E rimanda la palla, invece, al campo avversario: “Le tessere di partito per lavorare, lo fanno loro a Ferrara, non certo noi”. E sulle tasse, aggiunge, “non le abbiamo aumentate di un centesimo a famiglie e imprese”.

Bonaccini ha parlato davanti ad una platea in cui erano presenti l’ex governatore Vasco Errani, che ha pubblicamente ringraziato, il deputato Marco di Maio e il ministro Paola De Micheli. Un grazie anche alle Sardine: “Queste piazze non le vedevamo da anni. Noi stessi avevamo da troppo tempo abbandonato le piazze”. Per i giovani ricorda il progetto di fare dell’Emilia-Romagna il “quinto polo al mondo tra gli Usa e la Cina sul digitale e la robotica, lo facciamo per i nostri figli, molti dei quali faranno lavori che oggi neanche esistono”.

La prima cosa che farà se sarà eletto presidente della Regione? “Un nuovo patto per il lavoro e per la legalità, ma anche un patto per il clima, su cui tutti pure io abbiamo fatto poco: dobbiamo far diventare l’ambiente motore per il lavoro”. E proprio sull’ambiente, ricordando l’obiettivo di portare la raccolta differenziata all’80%, spiega che “ciò porterà a spegnere altri inceneritori, oltre i due già previsti, speriamo anche in questa città”, con Forlì che da tempo attende la chiusura della struttura, avendo raggiunto livelli molto alti di riciclo.

A RAVENNA: Per Lucia Borgonzoni arrivano Salvini, Berlusconi e Meloni

A RAVENNA - Le sardine attaccano la destra: "Loro giocano sulla paura: noi vogliamo apertura"

A CESENA - Il Movimento 5 stelle chiude col capo politico Vito Crimi: "Destra o sinistra? Restiamo post-ideologici"

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • I suoi nudi artistici fanno il giro del mondo, ma lei ha scelto Forlì: "La Romagna mi ha adottata"

  • Rapinatore armato dal dentista: arraffa l'anestetico, chiede scusa e lascia pure il "pagamento"

  • Le rubano una bici elettrica, coppia finisce nel mirino della Polizia

  • Pizza napoletana per la ricerca contro il Coronavirus: "Divieto ai cinesi? Chiedo scusa"

  • Notte movimentata al pronto soccorso: dà in escandescenza per i tempi d'attesa e minaccia un'infermiera

  • Forlimpopoli, brucia il tetto di un'abitazione: vigile del fuoco resta ferito in una caduta

Torna su
ForlìToday è in caricamento